TRENTO. L’acconto sull’Imu frutta alle casse comunali circa 13 milioni di euro. Tre milioni e 260 mila euro per abitazioni principali, pari al 25 per cento del gettito complessivo per il Comune, otto milioni e 600 mila euro per altri fabbricati (pari al 66 per cento) e poco meno di un milione e 100 mila euro per aree edificabili. L’importo che va allo Stato ammonta complessivamente a nove milioni 430 mila.

Un tesoretto superiore alle previsioni inserite nell’ultimo bilancio, che sommando la prima e la seconda rata ipotizzava un introito di circa 23,5 milioni di euro a fine anno. Stando ai numeri reali infatti, il Comune dovrebbe incassare a dicembre di quest’anno circa tre milioni in più. I trentini sono contribuenti virtuosi: solo il 3,5% ha eluso o evaso il pagamento, un dato che l’amministrazione comunale ritiene fisiologico. L’anticipo Imu ha pesato complessivamente sui contribuenti per 22 milioni e 500 mila euro.

L’abitazione principale. Ad aver pagato la prima rata per la prima casa sono state 34.261 persone, con una cedola pro capite media di circa 95 euro, che su base annua diventerà pari a circa 190 euro.

Il Comune stima che a fine anno le entrate derivanti dall’incasso dell’Imu prima casa saranno intorno ai sei milioni di euro. Le detrazioni per abitazione principale, al netto dell’ulteriore detrazione per figli fino a 26 anni ammontano a 6 milioni e 900 mila euro: l’imposta lorda per abitazione principale ha “pesato” quindi per meno della metà in termini di imposta netta sui contribuenti. Proiettando su base annuale, l’impatto complessivo dell’Imu sul contribuente medio (comprendendo sia la quota dello Stato, sia la quota comunale e sommando abitazioni principali, aree edificabili e altri fabbricati anche per usi economici) dovrebbe attestarsi intorno ai 900 euro.

Le seconde case. Molto peggio, rispetto ai proprietari della prima casa è andata ai possessori di altri fabbricati. L’incasso medio è stato stimato in circa 500 euro per versamento. Mentre lo scorso anno, l’esborso complessivo da parte dei cittadini per l’Ici seconda casa è stato di 21 milioni di euro, quest’anno arriveranno a pagare il doppio, venti milioni di euro finiranno nelle casse del Comune ed altrettanti in quelle statali.

Il tesoretto. L’introito complessivo a fine anno dovrebbe ammontare a 26, 26,5 milioni di euro, contro i 23,5 milioni stimati a bilancio. Il tesoretto permetterà così di non aumentare le aliquote per il 2013, a meno che lo Stato non decida diversamente. Anche se alla luce del gettito di giugno, l’intenzione dell’amministrazione centrale è quella di non appesantire ulteriormente i contribuenti.

La giunta provvederà entro il 30 novembre a verificare gli effettivi introiti per valutare la possibilità di diminuire le aliquote per il 2013. Su questo punto il Comune frena ed invita alla cautela. «Una circostanza – precisa l’amministrazione comunale - da valutare con estrema attenzione, sia perché non sono ancora definiti i contorni dell’accordo fra Provincia autonoma di Trento e Comuni trentini in materia di finanza locale per il 2013 (che dovrà tenere conto dell’ulteriore stretta dovuta alla spending review e dell’eventualità che l’Imu sia lasciata integralmente ai Comuni, abolendo la quota statale) e sia perché bisognerà valutare le difficili compatibilità economiche, prima tra tutte lo scostamento in disavanzo tra le previsioni di entrata e di spesa relative al 2013».

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