TRENTO. Potrebbero essere decine e decine i detenuti che saranno trasferiti in altre strutture, dopo i fatti di ieri. Danneggiati tutti e tre i piani del carcere di Spini. Il numero potrebbe sfiorare la metà della popolazione carceraria, 180 persone. La direzione della struttura non conferma. La direttrice intende prima quantificare lo stato dei danni all’edificio. L’intenzione però è quella di fare il possibile affinché i detenuti possano rimanere nelle carceri trentine, invece di essere trasferiti. Tra poco è Natale e molti dei detenuti del carcere di Spini, ha spiegato la direttrice, hanno famiglia proprio in questa provincia. Si attendende quindi di quantificare l’entità esatta dei danni prima di agire. Tre piani, quasi 20 focolai. A bruciare sono stati materassi, lenzuola, suppellettili, oggetti di vari ambienti. Devastata la quasi totalità delle parti comuni. I detenuti hanno usato anche gli estintori per spaccare i sistemi di illuminazione di celle e sale, per spaccare le telecamere. Oltre ai danni da fuoco anche i danni da fumo. Tempestivo è stato l’intervento dei vigili del fuoco. Si è detto. La casa di Spini ha una capienza ordinaria di 240 persone, 350 quelle che ospita, invece, al suo interno. La rivolta ha visto protagonista la gran parte della popolazione, eccetto la sezione femminile ed alcuni detenuti protetti. Gli agenti della polizia penitenziaria, nel carcere di Trento, sono 184; ne servirebbero 227, almeno. Secondo Prefetto e Questore non ci sarebbero stati feriti, ma sono invece circa una decina gli agenti della penitenziaria che sono finiti in ospedale, per accertamenti, per sintomi da intossicazione da monossido di carbonio. (f.q.)
Decine di detenuti trasferiti altrove
Danneggiati tutti e tre i piani della struttura. Celle e spazi comuni in fiamme
23 dicembre 2018 • 02:06