TRENTO. Cantiere civico democratico. Ecco il nome della lista con cui l’Upt a Trento punta ad andare oltre se stessa, aprendosi ad un elettorato più ampio di quello di partito. È la sfida che Lorenzo Dellai ha lanciato all’Unione, riuscendo a convincere il suo partito - dove non mancano dubbi e perplessità - a sperimentare la novità alle elezioni comunali di maggio e a farlo nel capoluogo, dove il voto ha evidentemente un impatto più forte in termini numerici e politici. Ed è stato l’ex governatore, incaricato di coordinare il progetto, ad avanzare la proposta ieri sera al coordinamento cittadino dell’Upt, che all’unanimità ha approvato il nuovo nome.
Un nome che, a partire dall’aggettivo «democratico», lancia una sfida diretta agli alleati del Pd. Tanto che qualcuno ieri ha fatto subito notare che cantiere democratico è già un dominio esistente che fa riferimento proprio al Partito democratico, con tanto di sito internet e organigramma. «Da sempre ci collochiamo nel campo democratico - chiarisce Dellai - questo non è solo un termine di partito, indica un’area e una cultura in cui ci riconosciamo. Avevamo proposto al Pd una lista comune, capiamo le ragioni che hanno portato i nostri alleati a dire di no in questo momento. Noi intanto apriamo il nostro cantiere con chi ci sta. Gli elettori non sono tutti blindati in aree di partito. Vogliamo portare un contributo alla coalizione, senza secondi fini. Tanto che abbiamo scelto un simbolo molto nuovo e totalmente diverso».
Archiviato il termine partito, poco di moda, Dellai punta sul concetto di «cantiere» che già aveva utilizzato a dicembre a Sanbapolis: «Il tempo in cui viviamo esige nuove architetture e nuove costruzioni: non per disconoscere il percorso del passato, ma per valorizzarlo in una dimensione di evoluzione virtuosa e generosa». Accanto è stato scelto l’aggettivo «civico», «perché i partiti sono parte importante, ma solo parte della società politica e le sfide che abbiamo di fronte esigono la mobilitazione di tanti: serve promuovere una cittadinanza responsabile e attiva, poiché c'è bisogno di tutti i talenti per costruire la città del futuro».
Nel coordinamento c’è chi avrebbe preferito che al posto di civico ci fosse l’aggettivo «popolare», ma alla fine la proposta è passata senza alcuna contrarietà. Quanto ai nuovi mondi che la lista vorrebbe intercettare, ieri nomi non ne sono stati fatti. «Abbiamo già delle buone disponibilità», assicura il coordinatore cittadino Umberto Saloni, «ma per rispetto della commissione elettorale mi sembra prematuro dare anticipazioni». Il nome che già circola come probabile capolista è in realtà una vecchia conoscenza dell’Upt, l’ex dirigente della Provincia Claudio Bortolotti, da sempre vicino all’ex governatore, che nel 2009 sfidò Alessandro Andreatta alle primarie per il sindaco di Trento proprio con l’appoggio di Dellai.
Infine il nuovo simbolo. Saloni spiega che dev’essere ancora graficamente affinato, tenendo conto dei suggerimenti emersi dal confronto di ieri. Due i colori dominanti, viola e verde, su cui campeggia la scritta «Cantiere civico democratico»: ci sono anche due asperule, pianta della famiglia delle rubiacee, anche se il consigliere comunale Marco Patton ha proposto di rispolverare la cara vecchia margherita.
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