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TRENTO. Impossibile fare previsioni. I parlamentari trentini si ritrovano a vivere una situazione inedita, dove a più di un mese dal voto il bollettino meteo per la formazione di un governo segnala nebbia fitta.
Ieri pomeriggio Lorenzo Dellai, capogruppo di Scelta Civica, intervenendo alla Camera sul caso dei marò, ha usato parole di allarme per descrivere la situazione di stallo: «Siamo in una spirale che rischia di trascinare l’Italia nel buco nero della ragionevolezza. Il rischio è che non solo non si riesca a formare un governo, ma che l’elezione del capo dello Stato avvenga con un criterio da assetto di combattimento, che ci sia una campagna elettorale permanente, che si vada al voto con questa oscena legge elettorale, che l’Italia torni a perdere la credibilità internazionale conquistata». Uno «scenario da incubo», ha ammesso Dellai, che manderebbe alle ortiche un anno di sacrifici: «Occorre fermarsi finché siamo in tempo e trovare un compromesso nobile. Si prenda atto della realtà dei numeri e si cerchi uno schema il più possibile condiviso». Sul caso dei due fucilieri di marina rimandati in India, Dellai ha difeso il premier e accusato l’ex ministro Terzi: «Il suo è stato un gesto a scoppio studiatamente ritardato, l’unico appunto al presidente del consiglio è di non averlo congedato anzitempo».
Al Senato Giorgio Tonini (Pd) si sforza di vedere uno spiraglio: «Il fatto di oggi è che Bersani ha chiesto e ottenuto dal presidente Napolitano un giorno in più prima di andare a riferirgli sull’esito delle sue consultazioni. Potrebbe essere un segnale positivo, evidentemente Bersani pensa che ci sia qualche margine su cui lavorare». «La proposta che il Pd ha fatto al Pdl è impegnativa, consentire la nascita di un governo Bersani a fronte di un impegno a scegliere in modo condiviso il nuovo Presidente della Repubblica e a dare vita ad una convenzione sulle riforme istituzionali. Mi auguro che il centrodestra ci rifletta». Quanto alle aperture serali del M5S verso un governo del presidente guidato da una personalità estranea ai partiti, Tonini è cauto: «Al momento hanno detto che non daranno la fiducia a nessuno se non a un governo 5 Stelle. Se arriveranno fatti nuovi, li si valuterà».
Tra i fan di Bersani si schiera convinto il senatore Vittorio Fravezzi (Scelta Civica), vicecapogruppo di quel Gruppo Autonomie che con i suoi 10 voti (9 contando che Andreotti probabilmente non sarà in aula per problemi di salute) può rivelarsi decisivo per il varo di un governo. «Politicamente e umanamente, Bersani non merita di prendere pesci in faccia com’è avvenuto oggi nel confronto con il M5S», dice Fravezzi. «Se avesse spinto per il voto un anno fa, sarebbe andato all’incasso, invece è stato responsabile. Oggi siamo sull’orlo del precipizio e i presunti nuovi si stanno comportando come il peggio della Prima Repubblica. La situazione sociale è a rischio esplosione e fa tremare i polsi, la gente ci chiede un governo e credo che bisognerà ancora una volta affidarsi a Napolitano, sarà lui l’arbitro della vicenda». «Un governo bisogna farlo», incalza il deputato Mauro Ottobre (Svp), «lo impongono i problemi del Paese, a maggio non avremo più i soldi per i cassintegrati». Per Ottobre «un governo del Pd con il Pdl è pressoché impossibile, qui non siamo in Germania, si creerebbe una situazione da separati in casa. Come si fa a parlare con loro di certi temi, per esempio la giustizia?». Il deputato spera ancora «in qualche grillino responsabile», «non credo siano così granitici come vogliono far credere. Grillo è un irresponsabile se pensa di andare avanti con la demagogia».
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