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TRENTO. Anche la politica deve tornare al lavoro dopo le vacanze. Non che sotto l'albero abbia trovato molti regali (né per la verità ne ha fatti), ma c'è curiosità per vedere se i nostri amministratori torneranno più buoni e con la volontà di mantenere i buoni propositi enunciati. Il primo ostacolo non ispira pace e concordia. C'è da trovare il nuovo presidente del consiglio, considerando che Giovanni Kessler lascia l'incarico a piazza Dante per assumerne uno europeo. E si sa che quando c'è di mezzo un posto, un ruolo, una poltrona il clima diventa subito caldo. Un aspetto positivo, tutto sommato, c'è e vale a dire il fatto che la successione a Kessler sarà un affare tutto interno al Pd. L'Upt è d'accordo e se ne sta lavando beatamente le mani, magari sperando che gli "amici" del Pd si facciano un po' male da soli nella scelta del designato. Il Patt non è d'accordissimo ma alla fine si dovrà inchinare alle logiche di coalizione. Si cercherà di incartare la cosa come una scelta comune e concordata, ma non è così: la poltrona di presidente del consiglio è Pd. A maggior ragione dopo le dichiarazioni pubbliche di Dellai: «Non ho nessuna intenzione di cambiare la squadra perché lavoriamo bene». Non tutti la pensano così, però. Come il senatore Tonini (Pd) che invece non esclude che alla partita per la nomina del nuovo presidente possano partecipare anche gli assessori. Ma chi concorre al seggio di garante del consiglio provinciale? Tutti, praticamente. Si potrebbero forse escludere Michele Nardelli e Sara Ferrari: il primo perchè proveniente da un'area "estrema", la seconda per la poca esperienza istituzionale. Restano così in pista Luca Zeni, giovane ma che già riveste la carica di capogruppo; Mattia Civico, dimostratosi forse il più intraprendente della pattuglia del Pd; Margherita Cogo, la più esperta e probabilmente anche la più autorevole, con l'esperienza di assessore regionale in scadenza (e la prospettiva di correre verso Roma per un seggio in parlamento); Bruno Dorigatti, l'outsider in quanto poco "schierato" con le regole di partito, ma che può mettere sulla bilancia il suo record di preferenze.
Qualche voce si è levata anche dalle minoranze: Eccher e Viola hanno detto che non vedrebbero male uno d'opposizione in quel ruolo di garante di tutti i consiglieri.
Qualche voce si è levata anche dalle minoranze: Eccher e Viola hanno detto che non vedrebbero male uno d'opposizione in quel ruolo di garante di tutti i consiglieri.
