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MEZZOLOMBARDO. È morta nel sonno, forse a causa di un aneurisma cerebrale a soli 27 anni. Una tragedia inspiegabile quella che ha tolto la vita a Claudia Dalmonego, incinta di pochi mesi. Lascia una figlia che sabato compirà 2 anni e un marito sposato quattro anni fa.
Per la procura informata immediatamente di quello che era successo non ci sono dubbi: si è trattato di morte naturale, non c’è bisogno di fare indagini o ulteriori verifiche.
Quella che resta è la profonda tristezza, l’angoscia, il dolore che diventa quasi fisico per la famiglia e gli amici di Claudia. Nessuno avrebbe mai pensato che per questa ragazza dal volto così dolce il destino fosse così crudele.
È stato il marito, Tomas Dalla Torre, a dare l’allarme. Ieri mattina si è svegliato poco dopo le 6 per preparasi per andare al lavoro nell’officina meccanica del padre. Si è girato verso la moglie che, però, era immobile. Spaventato ha chiamato il 118, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso che, pare fosse avvenuto circa quattro ore prima forse. La causa possibile sembra sia un aneurisma celebrale che ha fatto passare la ragazza dal sonno alla morte senza darle alcuna possibilità di chiedere aiuto, di reagire. E pensare che solo la sera prima (lunedì) a casa di Claudia e Tomas si respirava un’aria di festa. La coppia, infatti, aveva invitato a cena alcuni amici per festeggiare la partenza di uno di loro per un viaggio di lavoro. Era stata una serata normale e divertente ed era stata la stessa Claudia a mettersi ai fornelli. Non aveva avuto alcun malore, nessun malessere, nessun avvertimento della tragedia che si sarebbe compiuta poco dopo.
«Era una persona speciale - racconta la cognata - lo so che si dice così di tutti, ma lei lo era veramente». E così la descrive anche un’amica, la sua testimone di nozze. «Claudia era molto particolare - racconta - era capace di esternare i suoi sentimenti con una forza non comune. Ti diceva in faccia tutto, era spontanea e se voleva dire che ti voleva bene, semplicemente lo faceva. È anche la madrina di mia figlia e avevo scelto lei perché volevo che fosse d’esempio per la mia bambina. Capitava che non ci vedessimo per un certo periodo ma poi bastava uno sguardo ed era come se non ci fossimo mai lasciate. L’ultima volta l’ho vista il giorno di Pasqua. Stavamo andando entrambe a pranzo ci siamo salutate e le ho detto che ci saremmo viste con calma». Figlia unica di Marcello e Maria Grazia Dalmonego, Claudia si era laureata in scienza dell’educazione e aveva fatto delle supplenze come maestra di sostegno. Un impegno lavorativo che si era interrotto prima per la nascita di Sofia e ora per il secondo bambino che portava in grembo. «Amava profondamente i bambini - spiegano i suoi famigliari - e da sempre spiegava che ne avrebbe voluti tanti, desiderava una famiglia numerosa». Tutti i suoi sogni, però, si sono infranti nella notte fra lunedì e martedì.
I funerali saranno celebrati domani alle 14 nella chiesa parrocchiale. Questa sera alle 20, invece, sarà recitato il rosario, sempre nella chiesa di Mezzolombardo
Per la procura informata immediatamente di quello che era successo non ci sono dubbi: si è trattato di morte naturale, non c’è bisogno di fare indagini o ulteriori verifiche.
Quella che resta è la profonda tristezza, l’angoscia, il dolore che diventa quasi fisico per la famiglia e gli amici di Claudia. Nessuno avrebbe mai pensato che per questa ragazza dal volto così dolce il destino fosse così crudele.
È stato il marito, Tomas Dalla Torre, a dare l’allarme. Ieri mattina si è svegliato poco dopo le 6 per preparasi per andare al lavoro nell’officina meccanica del padre. Si è girato verso la moglie che, però, era immobile. Spaventato ha chiamato il 118, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso che, pare fosse avvenuto circa quattro ore prima forse. La causa possibile sembra sia un aneurisma celebrale che ha fatto passare la ragazza dal sonno alla morte senza darle alcuna possibilità di chiedere aiuto, di reagire. E pensare che solo la sera prima (lunedì) a casa di Claudia e Tomas si respirava un’aria di festa. La coppia, infatti, aveva invitato a cena alcuni amici per festeggiare la partenza di uno di loro per un viaggio di lavoro. Era stata una serata normale e divertente ed era stata la stessa Claudia a mettersi ai fornelli. Non aveva avuto alcun malore, nessun malessere, nessun avvertimento della tragedia che si sarebbe compiuta poco dopo.
«Era una persona speciale - racconta la cognata - lo so che si dice così di tutti, ma lei lo era veramente». E così la descrive anche un’amica, la sua testimone di nozze. «Claudia era molto particolare - racconta - era capace di esternare i suoi sentimenti con una forza non comune. Ti diceva in faccia tutto, era spontanea e se voleva dire che ti voleva bene, semplicemente lo faceva. È anche la madrina di mia figlia e avevo scelto lei perché volevo che fosse d’esempio per la mia bambina. Capitava che non ci vedessimo per un certo periodo ma poi bastava uno sguardo ed era come se non ci fossimo mai lasciate. L’ultima volta l’ho vista il giorno di Pasqua. Stavamo andando entrambe a pranzo ci siamo salutate e le ho detto che ci saremmo viste con calma». Figlia unica di Marcello e Maria Grazia Dalmonego, Claudia si era laureata in scienza dell’educazione e aveva fatto delle supplenze come maestra di sostegno. Un impegno lavorativo che si era interrotto prima per la nascita di Sofia e ora per il secondo bambino che portava in grembo. «Amava profondamente i bambini - spiegano i suoi famigliari - e da sempre spiegava che ne avrebbe voluti tanti, desiderava una famiglia numerosa». Tutti i suoi sogni, però, si sono infranti nella notte fra lunedì e martedì.
I funerali saranno celebrati domani alle 14 nella chiesa parrocchiale. Questa sera alle 20, invece, sarà recitato il rosario, sempre nella chiesa di Mezzolombardo
