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E' tempo della 32ª edizione di «Drodesera», ribattezzata »We Folk!» e in programma dal 20 al 28 luglio in Centrale Fies a Dro.
Quest’anno, come si deduce dal titolo, il festival sceglie di esplorare un filone centrale della contemporaneità, la cultura folk, indagandone le differenti declinazioni e derivazioni.
Passate le trenta edizioni («Avere trent’anni» era il titolo di Drodesera 2010) e sopravvissuti al “disastro” dopo avere imparato a conviverci (la «Caracatastrofe» dello scorso appuntamento), nei rituali del folk – nella culla di nuove e vecchie tribù – è possibile immaginare la costruzione di nuovi modi di appartenenza, staccandosi dalla vita reale o, al contrario, immergendosi fino in fondo nelle radici che costituiscono la nostra storia. In cerca di una comunità, di una nuova forma di protezione.
Per questo, a Drodesera 2012 ci saranno street game per trasformare lo spettatore in qualcosa di diverso da un recettore passivo (Invisible Playground), performance per poche persone alla volta che accrescono l’intimità e scardinano gli schemi (Adval/Shinozaki, Mali Weil), esibizioni ludiche che indagano il presente e i riti collettivi per scacciare gli incubi di domani (Apparatus 22, Nada Productions), ma anche incursioni contemporanee nel folk (Alessandro Sciarroni, Andros Zins- Browne, Ampe e Garrido) e tableaux vivant (Luigi Presicce).
Non mancheranno le nuove produzioni degli artisti della Factory di Fies (con Dewey Dell, Anagoor, Marta Cuscunà, Codice Ivan, Francesca Grilli) e le prime italiane di alcuni dei più interessanti performer e coreografi internazionali (Peeping Tom, Studio 5, Vivarium Studio).
Da segnalare, poi, la presenza di protagonisti italiani della ricerca (Motus, MK, Accademia degli Artefatti, Cosmesi, Collettivo Cinetico, Zapruder), come pure i lavori fotografici di Cesuralab, insieme a musicisti e giovani stilisti (Reinhard Plank + Palaearlemusikantn).
Un festival come sempre di confine, sul confine, dedicato a esplorare tutte quelle aree di intersezione tra territori artistici che difficilmente si prestano a essere racchiuse in una definizione univoca. E che proprio nell’incrocio di linguaggi e forme espressive cercano l’energia di una comunicazione artistica vera.
Non ultima la temporary gallery «Almost Nite», a fare da cassa di risonanza al tema 2012 con artisti potenti (tra gli altri Dem, Enrico Boccioletti, Anna Deflorian, Andreco, foto Marvellini), che si propongono di attuare rituali e “magia rossa”, trasformando ogni cosa in totem casalinghi o ideali ai quali chiedere una via d’uscita.
Quest’anno, anche la musica avrà un ruolo importante a Drodesera: Dumbo gets Mad, Susanna & the Orchestra, Pop_x, Vecchia Mitraglia e Riverman riscalderanno le notti della kermesse.
Tra i progetti speciali, «Everything is ok» (una programmazione nella programmazione all’interno di un’intera giornata di festa da vivere come se fosse l’ultima), «The city of happiness» (un esperimento di arte pubblica partecipata e un tentativo di sperimentazione tra linguaggi artistici diversi, unendo in modo diretto l’azione performativa e la creazione di immagini fotografiche), «The doctor is in» (un’occasione quotidiana di incontro informale con i protagonisti del festival), «Photobuster» (il viaggio dei fotografi di Cesuralab che seguirà la linea narrativa della storia sociale e culturale del Paese), «Grand Tour» (indagine turistico-parassitaria nel mondo della produzione spettacolare contemporanea) e «DreamCatcher» (piattaforma online attiva per tutta la durata della manifestazione). Altre informazioni sul sito www.centralefies.it.
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