TRENTO. Calma apparente e massimo dispiegamento di forze per l'arrivo del ministro Elsa Fornero, attesa questo pomeriggio alle 18.30 all'auditorium Santa Chiara per parlare - insieme a Ilvo Diamanti e a Pierluigi Stefanini, in un dibattito moderato dal nostro direttore Alberto Faustini - dei confini dell’insicurezza sociale. Il festival alza il tiro e diventa il festival dei rappresentanti del governo: oggi ci sarà anche il ministro dell’ambiente Corrado Clini, domani arriverà anche il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. La soglia di attenzione si alza inevitabilmente, perché davanti all’auditorium sono previsti volantinaggi e manifestazioni di dissenso.

Come quella del comitato “welcome Fornero”, intenzionato a disturbare la passerella del ministro, all'indomani del sì del Senato alla riforma del mercato del lavoro. «Siamo stanchi del clima di allarmismo – dicono i rappresentanti del comitato – che aleggia ad ogni contestazione. Una democrazia matura come la nostra dovrebbe contemplare forme di dissenso alle scelte della politica, quando avvengono nel rispetto della legge. Siamo certi che non accadrà nulla, perché la nostra intenzione è muoverci nella legalità». Il timore è che tra le maglie della contestazione pacifica, possa insinuarsi qualche frangia violenta, facendo degenerare e rovinando di fatto il senso dell'azione di disturbo.

Le forze di polizia non fanno trapelare alcuna preoccupazione. «Non ci sono manifestazioni autorizzate – dice il questore di Trento Giorgio Iacobone - tranne quella di Flammini da ponte Cavalleggeri a Corso 3 novembre, fino all’inizio di via Piave. Il diritto di dissentire è concesso a tutti, l’importante è che avvenga senza violare la legge, altrimenti saremo pronti ad intervenire». Ad attendere il ministro del Lavoro, questo pomeriggio c'è anche la Fp Cgil del Trentino, che dalle 17.30 distribuirà davanti al centro Santa Chiara, un volantino intitolato provocatoriamente “Il ministro del lavoro o il ministro del licenziamento?” «La pesante modifica dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori che indebolisce il lavoratore a favore dell’impresa – si legge nel documento -, il mantenimento di tutte le 46 forme di lavoro perlopiù precario e sottopagato, la riforma degli ammortizzatori sociali declamata per l’allargamento a tutti i lavoratori ed in realtà ne riduce le risorse economiche, la riforma delle pensioni che innesterà dal 2018 l’età pensionabile più alta d’Europa, sono misure annunciate nel senso dell’equità e della giustizia sociale che gravano sulle spalle dei lavoratori e dei pensionati». Secondo l'organizzazione sindacale «licenziare di più e più facilmente non determina alcuna condizione di svolta positiva della gravissima crisi in cui versa il Paese, ne provoca anzi arretramento anche sul fronte dei diritti».

Fiducioso che il clima positivo con il quale è iniziato il festival, non venga contaminato dalle contestazioni, è il presidente della Provincia autonoma, Lorenzo Dellai. «Speriamo - conclude - che il messaggio che stiamo trasmettendo con questo evento, che come sempre coinvolge molte persone e consente un confronto ampio e pluralista su temi di fondamentale importanza per il nostro futuro, non sia quello di una città che vive con trepidazione il Festival, per paura di chissà quali azioni di disturbo. Le manifestazioni che sono state annunciate inducono naturalmente a qualche cautela, ma spero non si esageri con questa lettura delle cose. La settima edizione del Festival dell'Economia si sta rivelando come sempre un momento di incontro che attira in primo luogo i giovani ed in generale le persone che vogliono capire oltre gli slogan e le semplificazioni. Rinnovo la speranza che, se ci saranno proteste, si trovino le modalità per svolgerle in maniera civile e rispettosa dell'evento che registra un fortissimo gradimento da parte di tanti cittadini, studenti, persone che vogliono informarsi, discutere, formarsi un'opinione più precisa su ciò che avviene nel mondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA