TRENTO. Probabilmente rimarrà nel libro dei sogni, il supertreno Trento-Tione. Ma da oggi ciò che potrebbe essere - e per ora non sarà, causa costi eccessivi, 3,6 miliardi complessivi di investimento per collegare la città alle valli con 190 chilometri di binari - sarà in mostra alla Rocca di Riva del Garda. Alle 17 sarà inaugurata l’esposizione dei progetti della linea azzurra di Metroland, quelli che hanno partecipato al concorso di idee bandito dalla Provincia nell’aprile del 2012 per la ratta ferroviaria Trento-Tione. Doveva essere il primo pezzo della supermetropolitana trentina, uno dei simboli dell’era dellaiana. Dieci cordate da tutta Europa - tra cui anche studi trentini come Sws Engineering - che sono state selezionate per la seconda fase e che hanno atteso oltre 10 mesi il responso di Piazza Dante, arrivato alla fine dello scorso gennaio: ha vinto il raggruppamento guidato dalla Idroesse Infrastrutture srl di Padova, composto anche da Geoconsult Salzburg Zt Gmbh, Geodata Engineering spa, Raumwelt Planungs Gmbh, Architekturbüro Dietl, Giulio Andreoli Studio (l'architetto che collaborò con Botta per il Mart) e Ingenium srl, che si è aggiudicato i 140 mila euro di primo premio. Alla seconda cordata sono andati 135 mila euro, 130 mila alla terza, 30 mila euro di rimborso spese per ognuno dei partecipanti che hanno raggiunto il punteggio minimo, per una spesa complessiva di 770 mila euro.

Da oggi i lavori saranno appunto in mostra a Riva, con l’obiettivo - ha spiegato l’assessore provinciali alle infrastrutture Mauro Gilmozzi - di condividere con i cittadini le soluzioni prospettate al fine di costruire una visione strategica per il Trentino su temi importanti come la mobilità». C’è però chi dalla graduatoria della Provincia è stato escluso: si tratta della cordata Dubini Santos & Martins di Oporto, beffata - sentite bene - per soli 6 minuti di ritardo con cui gli elaborati sono stati registrati all’ufficio protocollo della Provincia, sebbene il plico fosse giunto in tempo all’interno del palazzo. Una decisione che ha amareggiato gli studi coinvolti: «Lo sforzo e l’impegno profusi in oltre sei mesi di lavoro è stato in un istante sperperati, disprezzati, riducendo tra l’altro lo spettro di soluzioni progettuali». Nonostante l’amarezza, i portoghesi hanno deciso di non ricorrere al Tar: «Questo - spiegano - porterebbe altri pesanti oneri al raggruppamento, la distanza fisica non aiuterebbe ed eventuali infiniti ritardi pregiudicherebbero tutti i partecipanti».

Ma cosa prevedeva la proposta di Dubini Santos & Martins? I portoghesi rivendicano di aver presentato una «soluzione innovativa» rispetto a quanto richiedeva il bando della Provincia, ovvero di individuare due punti di servizio tra Rovereto e Tione. Tutti sono rimasti in questo limite. «Noi - spiega l’architetto Luca Dubini - avevamo proposto qualcosa di diverso, due corridoi ferroviari invece di una sola linea a zig zag: la linea 1 tra Rovereto e l’Alto Garda, con una serie di fermate tra Arco e Riva, dove il treno portava la gente direttamente sul lungolago; la linea 2 con un servizio treno tra Trento e Saone, utilizzando le caratteristiche del tram nel tratto finale fino a Tione». In una fase più avanzata del progetto, le due linee erano state pensate per penetrare anche dentro la città di Trento trasformandosi in un sistema di metro urbano. Progetti per ora da libro dei sogni. E non solo nel caso degli esclusi.

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