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TRENTO. Per i Comuni trentini alle prese con la stangata della manovra Monti, arriva una buona notizia sui costi degli espropri: la Provincia coprirà le maggiori spese derivanti dalla nuova normativa e dalle conseguenti sentenze che stanno creando enormi problemi ai bilanci comunali, in primis a Trento. Una partita da 6 milioni di euro. Pronto l'emendamento alla Finanziaria. Sarà firmato dal presidente della Provincia Lorenzo Dellai e dal consigliere del Pd Andrea Rudari e accoglierà la richiesta pressante arrivata dal Consorzio dei Comuni e, anche in sede separata, dal Comune di Trento: gli oneri derivanti ai Comuni dall'aumento delle indennità di esproprio a seguito della nuova legge provinciale del 2008, gli interessi e le spese di giudizio a cui sono condannate le amministrazioni, saranno finanziati dalla Provincia sulla base di criteri definiti dalla giunta d'intesa con il Consiglio delle autonomie.
Si fa così seguito alla promessa fatta a suo tempo dall'assessore agli enti locali Mauro Gilmozzi, che si era impegnato a rivedere la normativa visti gli effetti pesantissimi sui bilanci comunali. Un conto salatissimo che i municipi si sono ritrovati tra capo e collo. A cominciare dal Comune di Trento, che nell'assestamento di bilancio approvato a novembre si è visto costretto a inserire una voce di spesa di 4 milioni e mezzo nel 2011, a cui si aggiungeranno altri 2 milioni (è la stima di palazzo Thun) per il 2012. Si tratta di spese del tutto impreviste derivanti da cause pendenti all'entrata in vigore della nuova legge provinciale.
I ricorsi presentati dai privati (si va dagli espropri per piazzale Zuffo alla nuova scuola materna di Povo) hanno costretto l'amministrazione del capoluogo a mettere mano al portafoglio in un momento difficile per le casse comunali: 3,8 milioni più 700 mila euro di interessi legali da pagare nel 2011. Una sorte toccata a tanti altri Comuni, condannati dalla Corti d'appello a pagare ai privati somme di molto superiori a quelle pattuite. Cifre che rischiavano di imporre uno stop alla realizzazione di alcune opere pubbliche. La Provincia ha dunque deciso di accollarsi una grossa fetta delle spese arrivate a scoppio ritardato: una parte dei finanziamenti (quella sugli interessi e le spese legali) andrà sui bilanci correnti, la parte più consistente finanzierà invece gli investimenti.
Si fa così seguito alla promessa fatta a suo tempo dall'assessore agli enti locali Mauro Gilmozzi, che si era impegnato a rivedere la normativa visti gli effetti pesantissimi sui bilanci comunali. Un conto salatissimo che i municipi si sono ritrovati tra capo e collo. A cominciare dal Comune di Trento, che nell'assestamento di bilancio approvato a novembre si è visto costretto a inserire una voce di spesa di 4 milioni e mezzo nel 2011, a cui si aggiungeranno altri 2 milioni (è la stima di palazzo Thun) per il 2012. Si tratta di spese del tutto impreviste derivanti da cause pendenti all'entrata in vigore della nuova legge provinciale.
I ricorsi presentati dai privati (si va dagli espropri per piazzale Zuffo alla nuova scuola materna di Povo) hanno costretto l'amministrazione del capoluogo a mettere mano al portafoglio in un momento difficile per le casse comunali: 3,8 milioni più 700 mila euro di interessi legali da pagare nel 2011. Una sorte toccata a tanti altri Comuni, condannati dalla Corti d'appello a pagare ai privati somme di molto superiori a quelle pattuite. Cifre che rischiavano di imporre uno stop alla realizzazione di alcune opere pubbliche. La Provincia ha dunque deciso di accollarsi una grossa fetta delle spese arrivate a scoppio ritardato: una parte dei finanziamenti (quella sugli interessi e le spese legali) andrà sui bilanci correnti, la parte più consistente finanzierà invece gli investimenti.
