TRENTO. Dottor Bruno Bizzaro, presidente del farmacisti trentini, come si spiega il primato trentino sui farmaci generici?

Si tratta di un dato che conferma l’attenzione dell’azienda sanitaria e degli operatori sanitari al contenimento della spesa farmaceutica che in Trentino è più bassa che altrove: significa che le risorse vengono impiegate bene e questo (di questi tempi) garantisce che il sistema possa reggere.

Ma i pazienti trentini hanno dimostrato (più che altrove) di avere fiducia nei farmaci al di là della marca. Perché queste differenze tra una regione e l’altra?

Penso che dove c’è fiducia nelle istituzioni c’è anche fiducia nelle indicazioni che arrivano dalle autorità (sanitarie in questo caso). Questo spiega le grandi differenze con il meridione italiano, ma anche le resistenze che incontriamo su questo tema con i pazienti residenti in Trentino ma provenienti dall’est europeo.

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Al banco della farmacia tutti ci siamo sentiti porre la classica domanda: vuole il generico? E’ un obbligo per il farmacista?

Se il farmaco è a carico del sistema sanitario abbiamo l’obbligo di proporre il generico. Ma questo va a vantaggio del paziente che - nel caso del farmaco di marca - dovrebbe pagare la differenza di tasca propria.

Questo vale per tutti i farmaci?

I generici sono disponibili nei casi in cui sia scaduto il brevetto di un prodotto farmaceutico.

C’è chi non si fida e pensa che tra un prodotto e l’altro ci siano differenze.

La confezione e il nome naturalmente sono diversi, anche il colore e la forma possono essere diversi e anche l’eccipiente (la sostanza in cui è contenuto il farmaco) ma è garantita la “bioequivalenza”. Insomma l’effetto è lo stesso. Non perché lo dico io, ma perché lo garantisce il ministero. Per dirla tutta ci sono molte situazioni in cui la provenienza del farmaco generico è la stessa di un farmaco di marca: non solo la stessa azienda farmaceutica, ma addirittura la stessa linea produttiva da cui i farmaci vengono distribuiti sul mercato con nomi diversi.

Qual è la sua esperienza con i pazienti?

C’è chi chiede il generico per principio (anche quando non c’è) e ci sono invece pazienti che possono incontrare qualche difficoltà nel cambiare farmaco. Di fronte agli anziani cerchiamo di capire bene qual è la situazione: è capitato anche che qualcuno prendesse due volte lo stesso farmaco (generico e di marca, raddoppiando quindi la dose) pensando di essere di fronte a farmaci diversi.

I farmacisti guadagnano di più a vedere un farmaco generico o di marca?

Sui farmaci generici abbiamo percentuali maggiori, ma il prezzo è minore: alla fine per noi non cambia molto. Di sicuro la diffusione dei generici ha consentito la tenuta del sistema sanitario.