TRENTO. Un 4 novembre, un sabato, grigio e freddo per la commemorazione del Giorno dell’Unità nazionale e la Giornata delle Forze Armate. Celebrate ieri, dalle 10, in piazza Santa Maria Maggiore, col coinvolgimento dell’amministrazione comunale e del Comando delle Truppe alpine. Lo schieramento del reparto interforze con rappresentanti dell’Esercito, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato, ha contrastato con l’ “assenza rumorosa della popolazione”. Pochi coloro che hanno seguito i discorsi e le esecuzioni della Fanfara Sezionale Ana Trento, applaudendo però l’alzabandiera e l’Inno di Mameli, in questa festa che il sindaco, nel suo intervento, ha definito “una delle più difficili e meno sentite in questo Paese dai mille campanili. Anche i recenti referendum - ha aggiunto Andreatta - sembrano voler indirizzare ad un allontanamento dall’unità nazionale. Invece l’appartenenza all’Italia è motivo di orgoglio e l’unità della nazione non si deve esprimere solo dopo una vittoria sportiva”. Prima dell’intervento del sindaco era stata data lettura dei messaggi della Ministra della difesa Pinotti e del presidente della Repubblica Mattarella, ai quali ha fatto seguito il discorso del vicecomandante delle truppe alpine per il territorio, Generale di Divisione Massimo Panizzi, che ha menzionato come l’Italia attualmente sia impegnata con 6.400 unità in 26 missioni, in 23 Paesi, mentre l’operazione “Strade Sicure”, in ambito nazionale, ne impegna 7.000. Il 2° Reggimento Genio Gustatori di stanza alle Battisti, presente col picchetto alle cerimonie dal 1° al 4 novembre, quest’anno ha eseguito in Italia 1.000 interventi di bonifica di ordigni esplosivi e residuati bellici. Poi si è rivolto ai giovani invitandoli a riscoprire l’amore per la patria, a visitare i musei e i sacrari perché non può esserci progresso senza memoria del passato. Dopo Panizzi e il sindaco, hanno preso la parola il vicepresidente della giunta provinciale Alessandro Olivi ed il Commissario del Governo Pasquale Gioffrè, che si è rivolto sì ai vertici delle Forze dell’Ordine, a parlamentari, rappresentanti delle istituzioni, della Croce Rossa Italiana, delle Associazioni combattentistiche e d’Arma ma anche e soprattutto alle autorità comunali e provinciali. Al termine della cerimonia, le autorità hanno consegnato la bandiera tricolore alle classi 1a B e 1a M del Liceo Da Vinci. Con le classi al completo, il tricolore è stato preso in consegna da Gabriele Zeni e da Viviana Piancastelli - emozionati dall’onore e dal momento simbolico - accompagnati dal vicepreside Michele Dossi, con le professoresse Cristina Giupponi e Raffaella Romagnoli. Ora toccherà loro raccontare cosa significhi la libertà conquistata col sangue dei nonni, “perché i giovani - è stato detto - non sono il futuro che ci attende ma il presente che stiamo vivendo”.

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