TRENTO. «L'Italia ha un gap infrastrutturale di 200 o 300 miliardi di euro. Le opere più urgenti valgono circa cento miliardi e sono bloccate da lungaggini burocratiche o problemi autorizzativi». L'amministratore delegato di Banca Intesa Corrado Passera a margine della cerimonia di inaugurazione spiega che l'Italia è indietro da molti punti di vista. Uno di questi è quello delle infrastrutture: «Noi come banca siamo impegnati in tutte le grandi infrastrutture. L'Italia ha un profondo gap da recuperare». L'amministratore delegato di Intesa, intervenendo durante la cerimonia, ha anche parlato del dibattito sull'articolo 41 della Costituzione: «Il fatto che preveda che l'iniziativa economica è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, libertà o dignità umana è molto importante». A proposito della crisi, Passera ha aggiunto: «Se non ci sono regole, si va verso le bolle. Non è vero che gli individui si muovono sempre in maniera razionale e che i mercati si autoregolano». Per Passera il criterio di valutazione di un'economia deve essere soprattutto il lavoro: «Le performances di un'economia devono essere sempre valutate in base all'occupazione».
Passera ha anche parlato della proposta del governatore della Bce Jean Clude Trichet che proprio ieri ha parlato di un superministro europeo delle Finanze che abbia potere di veto sulle decisioni economiche dei singoli stati membri dell'Ue: «Non conosco bene la proposta, però ritengo che le iniziative in grado di armonizzare le politiche economiche vadano bene». Per quanto riguarda il credito, Passera rigetta l'accusa rivolta alle banche di aver chiuso i rubinetti: «Il credito in Italia non è mai venuto meno. Adesso vediamo anche una domanda di buon credito per investimenti e sviluppo e non solo per far fronte alle spese correnti. L'Italia ha tenuto i conti in ordine, ma ora c'è bisogno di rimettere in moto la crescita. La crescita deve essere più sostenuta».