TRENTO. Per Folgarida c’è un compratore e anche il prezzo. Tecnicamente, si chiama aggiudicazione provvisoria del pacchetto di controllo della società Valli di Sole, Peio e Rabbi e, a cascata, di Funivie di Folgarida Marilleva. Un pacchetto che, secondo le indiscrezioni, sarebbe finito per 27 milioni e 980 mila euro alla Opm, cooperativa di recupero crediti di Milano che ha partecipato all’asta e che sarebbe collegata alla finanziaria Cnf spa, con sedi a Verona, Milano e Benevento. Una società specializzata nel’acquisto di crediti deteriorati, un business che ha preso piede in questi anni di crisi e di banche trascinate nel baratro dal peso dei prestiti difficili da recuperare. Opm avrebbe battuto (il condizionale è d’obbligo visto che in questa fase la legge prevede la massima riservatezza sui partecipanti all’asta) il gigante francese Compagnie des Alps dopo un’ora e mezza circa di gara fatta di rilanci da almeno 100 mila euro l’uno. Le due concorrenti erano state le sole a presentare l’offerta entro il termine del 10 luglio previsto dal bando. Entrambe avevano presentato un’offerta da 26 milioni di euro, la base d’asta. Dopo l’apertura delle buste è partita la fase dei rilanci. Una fase che ha alzato il prezzo di quasi due milioni di euro. Finché la finanziaria italiana non ha avuto la meglio e i francesi hanno mollato giudicando non più conveniente l’investimento. Alla fine il prezzo dei pacchetti azionari di Valli e di Funivie Folgarida è 27 milioni e 980 mila euro ai quali si vanno ad aggiungere gli oneri, le spese, le tasse e, soprattutto, circa 10 milioni di debiti concordatari per finanziamento bancari erogati a Valli da Banca Interprovinciale spa e Unicredit spa. Ma questo potrebbe non essere il prezzo finale.

Infatti gli articoli 107 e 108 della legge fallimentare, richiamati in tutte le salse nel bando, prevedono la possibilità di presentare offerte migliorative entro il 2 agosto a mezzogiorno. Queste offerte dovranno, secondo il bando, presentare un rilancio di almeno il 10 per cento rispetto al prezzo di aggiudicazione di ieri. All’apertura delle buste, poi, è prevista una nuova fase di rilanci. Questo sempre che ci siano eventuali offerte migliorative. Infatti, pare che già il prezzo di ieri abbia raffreddato non poco i già tiepidi entusiasmi dei «capitani coraggiosi» trentini che ieri pomeriggio si sono incontrati con il presidente della Provincia Ugo Rossi. Infatti un’eventuale offerta migliorativa dovrebbe essere almeno di 30 milioni e 800 mila euro. Prevedendo gli investimenti successivi, il pagamento di spese e l’estinzione dei debiti si potrebbe anche arrivare a una spesa totale di almeno 70 milioni di euro. Soprattutto se si tiene conto che il Prg del Comune di Dimaro prevede sull’area di Folgarida 70 mila metri cubi edificabili tra alberghi e servizi. L’auspicio in valle è che la società aggiudicataria investa, ma il timore è che questa sia un’operazione finanziaria e non certo industriale. Un’eventualità che porterebbe certo grande sviluppo per la valle.