IVANO FRACENA. Varato il “Comitato dei Garanti” che dovrà esprimersi sull’ammissibilità del quesito referendario sulla caserma dei vigili del fuoco.

È stato un consiglio comunale movimentato quello dell’altra sera, con discussioni a tratti accese e consiglieri che hanno abbandonato l’aula. All’ordine del giorno l’argomento che da tempo divide il paese: la caserma dei vigili del fuoco. L’aula era, infatti, chiamata ad approvare in via definitiva la variante per la modifica della viabilità legata alla nuova opera da quasi 1.3milioni di euro e ad eleggere l’organo preposto a decidere se il referendum chiesto da un comitato di cittadini (“Volete che il Comune realizzi la nuova caserma dei vigili del fuoco volontari di Ivano Fracena?” il quesito proposto) s’ha da fare o meno. Un comitato che da statuto è composto dal segretario comunale, dal difensore civico e da un legale di fiducia, individuato dalla maggioranza nella figura dell’avvocato Andrea Lorenzi.

La decisione di proporre un solo nominativo, quando lo statuto prevede che la scelta venga fatta dal Consiglio a maggioranza dei due terzi dei consiglieri presenti, è stata duramente contestata dal gruppo di opposizione guidato da Carlo Pasquazzo e a più riprese dal promotore del referendum Giacomo Pasquazzo, intervenuto nel dibattito. «Spetta al consiglio la discrezionalità sulla scelta, che non può esserci con un solo nominativo», ha spiegato Pasquazzo, annunciando l’uscita dall’aula. Dichiarazione che ha fatto infuriare Carla Fabbro, che già in precedenza aveva criticato il comportamento dell’opposizione. «Volete il referendum e poi ve ne andate, a questo punto siamo noi ad alzarci», ha sbottato, allontanandosi dall’aula seguito dal gruppo di minoranza che, contrario alla scelta del nome e trovandosi 5 contro 9, rischiando quindi di far saltare il punto (per la cui approvazione era necessario il si dei due terzi dei presenti) non ha partecipato alla votazione. Il punto pertanto è passato con i soli voti della maggioranza e che ha chiuso un consiglio che fin dall’inizio ha visto un lungo muro contro muro tra l’assessore e comandante del Corpo dei pompieri Massimiliano Croda ed il gruppo d’opposizione, con, a tratti, la partecipazione del pubblico. La critica principale riguarda il costo dell’opera (e della sua futura gestione), ritenuto troppo alto per il piccolo Comune: 1.273.548 euro (900mila di lavori), di cui 460.517 a carico del Municipio (che intende impegnare l’intero budget 2011-2015 a disposizione delle opere pubbliche e parte dell’avanzo di amministrazione non vincolato). Rimangono ancora a disposizione 395mila euro, di cui 160mila sono vincolati.

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