TRENTO. Baristi, tabaccai, Comuni, Casse Rurali, comunità di accoglienza, giornalisti. Tutti chiamati a raccolta dall'Associazione auto mutuo aiuto per una due giorni (il 2 e 3 maggio) sul gioco d'azzardo a palazzo Geremia, per informare e sensibilizzare le categorie che incontrano sulla propria strada storie di gioco «malato» e di dipendenza. L'allarme arriva anche dalle banche, che notano anomale richieste di prestiti e conti correnti improvvisamente prosciutati. E i gruppi di auto mutuo aiuto registrano un forte aumento di partecipanti: a Rovereto si pensa già a sdoppiare quello nato solo tre settimane fa.

«Siamo partiti con 8 partecipanti e in tre incontri siamo arrivati a 20», spiega Sandra Venturelli, coordinatrice dell'Ama di Trento, «arrivano persone da tutta la provincia, Valsugana, Primiero, Val di Fiemme, dovremo provare ad estendere il servizio». A guidare i tre gruppi (due nel capoluogo) ci sono dei «facilitatori», ex giocatori che sono usciti dal tunnel e oggi possono dimostrare ad altri che si può farcela.

Ma per tentare di controllare il fenomeno c'è bisogno del contributo di tutti. «Servirebbero altre politiche in campo nazionale, a livello locale si può solo tamponare con piccoli interventi», ammette Venturelli. Eppure qualcosa si è mosso in Trentino, la Provincia ha dato ai Comuni la possibilità di imporre distanze minime delle slot machine dai luoghi «sensibili» e diversi Comuni sono intervenuti con un regolamento.

Un altro fronte riguarda la sensibilizzazione, per questo l'Ama ha voluto mettere attorno a un tavolo anche gli esercenti dei bar e i tabaccai (Fiepet Confesercenti e Fit), che ogni giorno vedono clienti giocare per ore alle slot. Alla due giorni parteciperà Matteo Iori, presidente del Coordinamento nazionale gruppi giocatori d'azzardo, tra i massimi esperti a livello nazionale che ha partecipato da poco ad un'audizione parlamentare sul fenomeno. «L'obiettivo - spiega Sandra Venturelli - è individuare delle buone pratiche che in tanti possiamo adottare per combattere questa piaga sociale, per esempio non enfatizzare le vincite, all'esterno delle edicole e sui giornali, e suggerire ai giocatori i luoghi a cui rivolgersi in caso di bisogno, dal Sert all'Ama».

Ognuno nel proprio ambito professionale, può fare qualcosa. Un ruolo importante di «sentinella» si sta rivelando quello delle banche. Un campanello d'allarme è arrivato dalle Casse Rurali, dove è cresciuta la percezione del fenomeno: uscite forti e improvvise che abbassano drasticamente i conti correnti, richieste di prestiti sostanziosi adducendo motivazioni che poi si rivelano insussistenti («Mi servono 3 mila euro, devo cambiare la cucina», si è sentito chiedere il direttore di una Rurale, ma quando ha chiesto la fattura non ha più avuto risposta). Alla due giorni organizzata dall'Ama parteciperanno anche la facoltà di Sociologia, il dipartimento di matematica, il dipartimento cognizione e formazione con una ricerca sull'impulsività, il dipartimento di economia sul fatturato del gioco d'azzardo.