ROVERETO. Arcese Trasporti è determinata a spostare il piazzale di sosta tecnica da Rovereto a Sommacampagna. L’azienda lo ha annunciato nel corso di una riunione tenuta mercoledì scorso nella sede di Arco, ma è trapelata nelle scorse ore, anche grazie ad una riunione tenutasi ieri mattina a Roma tra le sigle sindacali - esclusi i Cobas, la cui presenza non sarebbe stata “gradita” all’incontro proprio da Cgil, Cisl e Uil - i rappresentanti della Rsu aziendale. Ed è inutile dire che i prossimi mesi si preannunciano assai caldi perché da una parte la grande azienda di trasporti è intenzionata a portare a termine il trasloco già a maggio e dall’altra le rappresentanze sindacali non sembrano avere alcuna intenzione di accettare passivamente questa decisione. Anche perché i molti autisti che risiedono a Rovereto e in Vallagarina, per salire sui camion, sarebbero costretti a raggiungere l’area di Sommacampagna. Il tutto a condizioni ritenute inaccettabili. Arcese, infatti, sarebbe disposta a “pagare” 8 euro per ogni trasferta nel veronese. «Con quella somma – attacca Antonio Mura della Confederazione Cobas – i lavoratori non ci pagano nemmeno l’autostrada. L’azienda sembra scordarsi dei costi del carburante, dell’usura del mezzo privato e le due ore necessarie in media per andare e tornare dalla sede veronese». Pur importanti, gli aspetti economici delle scelte aziendali non sono gli unici fronti su cui si preannuncia battaglia. «Solo lo scorso gennaio – prosegue Mura – il direttore delle risorse umane e dell’organizzazione Federico Finzi, i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e la Rsu avevano sottoscritto un accordo con cui l’azienda si impegnava a non collocare in cassa integrazione straordinaria ciascun lavoratore per più di una settimana nell’arco di quattro settimane consecutive, garantendo che le tre settimane restanti sarebbero state di attività effettiva. Non solo. Oltre all’impegno di incontrarsi ogni tre mesi per verificare l’andamento della cassa, l’azienda garantiva una distribuzione dei carichi di lavoro, con le trasferte distribuite equamente tra i lavoratori così da permettere ad ogni autista di percepire un salario di trasferta non inferiore a 750 nell’arco delle tre settimane di attività. Arcese, inoltre, dopo ripetute sollecitazioni, si impegnava anche a ripristinare a Sommacampagna un piazzale con tutti i servizi: docce e spogliatoi così da permettere agli autisti di potersi lavare e ristorare. Accordo confermato e integrato a marzo. Bene – attacca Mura – mercoledì scorso, l’azienda ha cancellato tutto e s’è presentata annunciando il trasferimento del piazzale di sosta tecnica roveretana presso la sede veronese e, di fronte all’indignato stupore di Rsu e sindacati e alla chiusura totale, ha affermato sorpresa che la questione del trasferimento a Sommacampagna era in discussione da tempo. Cosa assolutamente falsa. Sempre in quella sede, inoltre, il dottor Finzi ha anche detto che, qualora non venisse accettato il piano dell’azienda, sarebbero subito partite 60 lettere di mobilità per altrettanti autisti. A quel punto – continua – uno dei rappresentanti della Rsu ha lasciato la sala indignato mentre uno dei sindacalisti presenti, di cui non faccio il nome, avrebbe invitato i dirigenti di Arcese a spedire pure quelle lettere. Oggi (ieri per chi legge, ndr) l’incontro a Roma da cui io sono stato escluso, quasi si fossero dimenticati che alle ultime elezioni della Rsu di Arcese, a Rovereto i Cobas hanno ottenuto il 51 per cento dei voti. Mi chiedo anche cosa abbia intenzione di fare la Provincia, che solo pochi anni fa ha versato oltre 20 milioni di euro ad Arcese attraverso un lease-back. Starà a guardare silenziosa come sta facendo con Martinelli?». (p.t.)