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TRENTO. A più di tre mesi dalle elezioni i partiti continuano a parlare di poltrone. É l’accusa del Movimento 5 Stelle Trentino, che «non si renderà complice - annuncia in una nota - di un sistema politico al completo servizio dei partiti e del potere, anziché dei cittadini». Il gruppo consiliare grillino annucia che boicotterà la riunione delle minoranze di oggi mentre domani, per protesta, i rappresentanti del Movimento usciranno dall’aula consiliare ad ogni votazione. «Forse i trentini ancora non sanno di cosa si sta occupando il Consiglio provinciale da circa tre mesi», scrive il M5S. «Non dei problemi concreti e reali del Trentino, non di lavoro che manca, non dei pesanti tagli ai servizi per i cittadini, non di tasse sempre più soffocanti. Il Consiglio per la quarta volta consecutiva sta tentando di nominare alcuni membri e componenti in varie Commissioni e Autorità», organismi «di cui nessuno ha mai sentito parlare, inutili quanto dispendiose e onerose per le casse pubbliche».
L'unica “poltrona” di cui si conosce l'utilità e il vantaggio è quella del Difensore Civico - dicono i grillini - «per la quale però si stanno trascinando da mesi trattative sottobanco tra partiti e correnti, in un susseguirsi di nomi e proposte mai discusse in modo aperto e trasparente in Consiglio». «Scoprire che il Difensore civico, così come le altre cariche nominate dal Consiglio, sono organiche a qualche partito (di maggioranza o minoranza), non fa che aumentare la nostra convinzione che venga premiata la vicinanza ai partiti anziché il merito». Per questo Il Movimento si dissocia «da questo sistema partitocratico e “spartitocratico”».
Quanto ai costi della politica, secondo i grillini trentini «non ha senso la proposta di Vanni Scalfi di riduzione percentuale delle indennità in tutti i livelli. Perchè l'analisi va fatta su effettivi lavoro e responsabilità di una carica. Ha senso che un consigliere comunale abbia un gettone di 50 euro a seduta, perché lo motiva e stimola a dedicare proprio tempo ad approfondimento delle materia e non ad andare solo in consiglio ad alzare la mano. Non ha senso che il presidente di un Consiglio comunale abbia un'indennità mensile di mille euro o più, perché è una cifra che non giustifica il suo lavoro supplementare. Oppure non ha senso un'indennità così alta per i presidenti di circoscrizione». Il M5S continua: «Ha senso che il presidente del Corecom guadagni quasi 100mila euro lordi annui? Il sindaco di Massimeno, che amministra in termini di popolazione (125 abitanti) praticamente un condominio, riceve 1140 euro lordi al mese, più di molti giovani laureati che lottano nel mondo del lavoro».
