TRENTO. Per accelerare i tempi, il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti si è rivolto addirittura al ministro del welfare Elsa Fornero. Un cui intervento potrebbe essere risolutore. L’obiettivo è infatti l’Inail, anzi, il palazzo che ne ospita la direzione centrale, incastonato tra quelli della Provincia e della Regione. Qui, ma non prima dell’inizio della prossima legislatura, potrebbero trovare posto la sedi dei gruppi consiliari. Lo ha spiegato ieri mattina lo stesso Dorigatti alla Conferenza dei capigruppo, probabilmente dopo aver letto l’intervista dell’autonomista Mauro Ottobre, che sul Trentino si scagliava contro i costi degli affitti per gli uffici a disposizione dei gruppi. Già, gli affitti: per Palazzo Trentini si tratta di un capitolo di spesa da un milione di euro all’anno. Con il paradosso che quel palazzo di via Gazzoletti, l’ideale sotto tutti i punti di vista per collocarvi i gruppi (ma anche gli altri organismi del Consiglio: Difensore civico, Comitato comunicazione e Forum per la Pace), è di proprietà della Provincia. Che a sua volta lo affitta all’Inail. Con un contratto, e qui sta una delle difficoltà della trattativa aperta da tempo, valido fino al 2022.
Un’altro edificio per l’Inail ci sarebbe, a Trento Nord, sempre di proprietà provinciale. Ma tutto è ancora bloccato, e si capisce il perché: oltre ai vincoli contrattuali, c’è da mettere d’accordo anche il personale trentino dell’istituto. Per non parlare dei lavori che si renderanno necessari per la nuova funzione del palazzo, benché un progetto esecutivo sia già stato messo a punto: pare infatti che non saranno rapidi, vista la presenza di amianto all’interno delle pavimentazioni. La scorsa settimana Dorigatti ha incontrato a Roma Massimo De Felice, presidente dell’Inail, per sollecitare uno sblocco della trattativa. Con lui anche Claudio Bortolotti e Claudio Alì, rispettivamente presidente e direttore generale di Patrimonio del Trentino spa. E nella capitale Dorigatti ha parlato anche con il ministro Fornero, che si è detta disponibile ad intervenire nei confronti dell’Inail: visti i tempi che corrono, trattandosi di risparmi di risorse pubbliche il suo peso politico potrebbe rivelarsi determinante.
Tutto bene dunque? Sì, se la trattativa andrà finalmente in porto. Ma qualche mugugno in Conferenza dei capigruppo c’è stato. Non certo per il merito della proposta, anzi: tutti d’accordo, il palazzo Inail di via Gazzoletti sarebbe una soluzione perfetta per i gruppi consiliari. A sorprendere è stato piuttosto il metodo. Della perplessità si sono fatti interpreti Marco Sembenotti della Civica per Divina e Walter Viola del Pdl: perché informare proprio ora le forze politiche di una trattativa finora rimasta segreta, e ancora incompiuta, che dura da mesi? La risposta di Dorigatti ha sì chiarito, ma senza soddisfare i due esponenti dell’opposizione: per “smuovere” chi sta facendo ostruzione serve anche il sostegno dell’opinione pubblica e la pressione dei media, ha spiegato in sostanza il presidente del Consiglio provinciale. Ma anche sui tempi dell’operazione Sembenotti e Viola hanno più di un dubbio: così come quello tra Inail e Provincia per via Gazzoletti, anche i contratti d’affitto stipulati da Palazzo Trentini con privati dovrebbero essere disdettati. E in questo caso potrebbero scattare penali salate.
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