TRENTO. Tra le quasi 1800 firme raccolte sul sito Giornaletrentino.it c'è anche quella illustre di Michelangelo Marchesi, assessore ai trasporti del Comune di Trento. Alle prese, anche lui, con i tagli alle risorse, ha però una visione politica radicalmente diversa rispetto a quella delle Ferrovie italiane. E, nel suo "piccolo" lo ha dimostrato difendendo la qualità del servizio comunale a fronte di un rincaro delle tariffe, convinto che l'efficienza prevalga sul portafoglio. «Il trasporto pubblico - dice - è un'opzione inderogabile in un Paese che vuole definirsi europeo e moderno. E' la risposta fondamentale ai bisogni di mobilità dei cittadini, ma risponde anche all'esigenza di alleggerire le strade dalla pressione del traffico. I problemi li vediamo tutti i giorni: i blocchi del traffico nelle città, l'inquinamento che spaventa i cittadini, i problemi di salute che si registrano. Molti Paesi hanno fatto politiche intelligenti, scoprendo poi l'evoluzione del servizio. In Italia non è andata così».  L'assessore Pd alla mobilità è convinto che serva perseguire con convinzione una politica di mobilità alternativa, ma è spiazzato dalle scelte fatte a livello nazionale. «Qui si è scelto di abdicare dalla funzione di servizio pubblico e comportarsi come qualsiasi società privata che punta solo al profitto. E così le Frecce vengono coccolate, mentre i collegamenti regionali vengono trascurati. Un paradosso? Vent'anni fa, quando studiavo a Bologna, ci mettevo molto meno ad arrivare di mio figlio che ci va oggi. Seguendo questa logica è ovvio che il trasporto pubblico non diventa appetibile e competitivo e invoglia la gente a trovare alternative. Che però provocano ingorghi, inquinamento, blocchi del traffico. E' una prospettiva sbagliata che ha portato a trascurare questo aspetto. E il problema è bipartisan: anche i governi di centro sinistra ci hanno poco investito, quelli di centro destra l'hanno dimenticato del tutto».  Marchesi ha firmato convinto il nostro appello. «E' necessario investire sulle infrastrutture e migliorare i collegamenti, prestando molta attenzione agli spostamenti sui binari. Solo a fronte di questi interventi il servizio pubblico diventa appetibile e troverà i clienti che oggi invece scappano perché non trovano risposte. In giro per l'Europa ha funzionato proprio così».

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