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RIVA. «So bene - dice il Rocco Frizzi, inossidabile oppositore di tutte le Giunte rivane degli ultimi 20 anni - che sono in vista lavori di mascheratura della centrale Ag Power posta nel complesso industriale della cartiera; ma so anche che, a lavori fatti, il risultato sarà ben diverso, esteticamente parlando, di quei rendering idilliaci che la Giunta rivana, tre giorni prima del Natale 2006 propose al voto del consiglio. Qualsiasi risultato si ottenga, l'immagine della centrale sarà comunque impattante».
Frizzi, che 5 anni fa non alzò la mano in occasione del voto che concesse il permesso di costruire la centrale di cogenerazione («mi assentai dall'aula, tutti gli altri votarono sì»), ripensando a quel momento cruciale per l'immagine di un territorio delicatissimo come la piana di Riva nelle immediate vicinanze del lago e sotto l'anfiteatro verde del Brione, è arrivato a due conclusioni. Primo: fece bene a non fidarsi dei rendering proposti dai progettisti. Secondo: a futura memoria sarà opportuno che in analoghe occasioni i rendering eventualmente proposti al consiglio per il voto siano vincolanti per sempre.
«Proporrò una mozione in tal senso» - spiega Frizzi - e per spiegare la necessità di questa precauzione, mostrerò ai colleghi consiglieri la differenza, fotografica, tra la simulazione di quella che doveva essere la centrale Ag Power e il risultato attuale. Nei rendering si vedevano dolci profili di edifici e graziosi accostamenti con la pista ciclo-pedonale. Nella relazione che li accompagnava si parlava addirittura di armonico inserimento della centrale rispetto agli sfondi della Rocchetta e del Brione, di rapporto architettonico con la centrale del Maroni...Bene: era un bluff plateale. Per di più suffragato anche da prospettive allettanti di mantenimento dei livelli occupazionali della cartiera. Ci dissero anche che scadevano i termini per il finanziamento con fondi europei dell'opera. Insomma: la questione era così ultimativa che non votarla, sembrava quasi un tradimento della patria. Adesso che il risultato è sotto gli occhi di tutti, ben si capisce che forse era meglio pensarci su un po' di più. E soprattutto che era meglio far sì che quei rendering del progetto fossero rispettati alla lettera».
Frizzi, che 5 anni fa non alzò la mano in occasione del voto che concesse il permesso di costruire la centrale di cogenerazione («mi assentai dall'aula, tutti gli altri votarono sì»), ripensando a quel momento cruciale per l'immagine di un territorio delicatissimo come la piana di Riva nelle immediate vicinanze del lago e sotto l'anfiteatro verde del Brione, è arrivato a due conclusioni. Primo: fece bene a non fidarsi dei rendering proposti dai progettisti. Secondo: a futura memoria sarà opportuno che in analoghe occasioni i rendering eventualmente proposti al consiglio per il voto siano vincolanti per sempre.
«Proporrò una mozione in tal senso» - spiega Frizzi - e per spiegare la necessità di questa precauzione, mostrerò ai colleghi consiglieri la differenza, fotografica, tra la simulazione di quella che doveva essere la centrale Ag Power e il risultato attuale. Nei rendering si vedevano dolci profili di edifici e graziosi accostamenti con la pista ciclo-pedonale. Nella relazione che li accompagnava si parlava addirittura di armonico inserimento della centrale rispetto agli sfondi della Rocchetta e del Brione, di rapporto architettonico con la centrale del Maroni...Bene: era un bluff plateale. Per di più suffragato anche da prospettive allettanti di mantenimento dei livelli occupazionali della cartiera. Ci dissero anche che scadevano i termini per il finanziamento con fondi europei dell'opera. Insomma: la questione era così ultimativa che non votarla, sembrava quasi un tradimento della patria. Adesso che il risultato è sotto gli occhi di tutti, ben si capisce che forse era meglio pensarci su un po' di più. E soprattutto che era meglio far sì che quei rendering del progetto fossero rispettati alla lettera».
