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ARCO. Non sarà l'arena di Verona né tantomeno il Colosseo ma ad Arco è l'edificio che più di tutti rappresenta la vita sociale della città. Il Casinò municipale incarna uno dei simboli della comunità arcense ed è per questo che la gente dimostra un particolare attaccamento, turisti compresi. Assistere, inermi, al suo deterioramento strutturale, causato dallo scorrere del tempo e dall'azione atmosferica, provoca pertanto forte disappunto e un grosso dispiacere nella popolazione.
Ecco perché si è deciso, proprietà ed ente gestore in testa, di mettere mano all'edificio, regalandogli, nei prossimi mesi, una poderosa sistemata. L'intervento più importante, anche dal punto di vista economico, riguarderà il rifacimento del tetto con cui si dovrà mettere fine alle fastidiose e devastanti infiltrazioni d'acqua che si verificano ogni volta che piove in maniera più copiosa del normale. L'acqua, infatti, arriva a bagnare le pareti, rovinando così gli intonaci, ma soprattutto raggiunge le parti lignee della storica veranda, pezzo architettonico di rara bellezza e di grande pregio. Stoppare questo fenomeno è una priorità assoluta.
L'operazione verrà effettuata direttamente dall'Amsa che reperirà i fondi in maniera autonoma, evitando così le pastoie burocratiche a cui sarebbe stato costretto il Comune. In questi giorni si sta perfezionando il progetto preliminare che dovrà individuare, nel dettaglio, i costi dell'opera. Ma il via libera da parte di Amsa e Comune (se ne sta occupando l'assessore alle opere pubbliche Alessandro Betta) è già un grande passo avanti sulla strada della riqualificazione del Casinò. Anche perché a breve partiranno pure i lavori di recupero delle facciate esterne che comporteranno una spesa di circa 130 mila euro di cui 100 mila scarsi per lavori e gli altri per somme a disposizione. Ad aggiudicarsi la gara d'appalto è stata la ditta Effeffe Restauri con sede a Cimego che ha proposto un ribasso d'asta del 48%.
L'intervento prende spunto dalla perizia firmata dal geometra dell'area tecnica comunale Paolo Pedrotti che ha individuato tutti i punti critici delle facciate del Casinò che necessitano di una bella rinfrescata. Operazione, questa, che dovrà essere necessariamente seguita dal rifacimento della copertura onde evitare il ripetersi di situazioni - muffe, deterioramenti vari - provocati dalle infiltrazioni d'acqua provenienti dal tetto.
Ecco perché si è deciso, proprietà ed ente gestore in testa, di mettere mano all'edificio, regalandogli, nei prossimi mesi, una poderosa sistemata. L'intervento più importante, anche dal punto di vista economico, riguarderà il rifacimento del tetto con cui si dovrà mettere fine alle fastidiose e devastanti infiltrazioni d'acqua che si verificano ogni volta che piove in maniera più copiosa del normale. L'acqua, infatti, arriva a bagnare le pareti, rovinando così gli intonaci, ma soprattutto raggiunge le parti lignee della storica veranda, pezzo architettonico di rara bellezza e di grande pregio. Stoppare questo fenomeno è una priorità assoluta.
L'operazione verrà effettuata direttamente dall'Amsa che reperirà i fondi in maniera autonoma, evitando così le pastoie burocratiche a cui sarebbe stato costretto il Comune. In questi giorni si sta perfezionando il progetto preliminare che dovrà individuare, nel dettaglio, i costi dell'opera. Ma il via libera da parte di Amsa e Comune (se ne sta occupando l'assessore alle opere pubbliche Alessandro Betta) è già un grande passo avanti sulla strada della riqualificazione del Casinò. Anche perché a breve partiranno pure i lavori di recupero delle facciate esterne che comporteranno una spesa di circa 130 mila euro di cui 100 mila scarsi per lavori e gli altri per somme a disposizione. Ad aggiudicarsi la gara d'appalto è stata la ditta Effeffe Restauri con sede a Cimego che ha proposto un ribasso d'asta del 48%.
L'intervento prende spunto dalla perizia firmata dal geometra dell'area tecnica comunale Paolo Pedrotti che ha individuato tutti i punti critici delle facciate del Casinò che necessitano di una bella rinfrescata. Operazione, questa, che dovrà essere necessariamente seguita dal rifacimento della copertura onde evitare il ripetersi di situazioni - muffe, deterioramenti vari - provocati dalle infiltrazioni d'acqua provenienti dal tetto.
