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Trento. Sono ben “2.496 le sfumature di colore” che ora arricchiscono il rifugio Antermoia, il più “distante” da raggiungere, in val di Fassa, dall’ultimo parcheggio, in tre ore di cammino. Recentemente restaurato, gestito da Martin Riz, riaprirà i battenti il 13 giugno, offrendo ai suoi ospiti un doppio spettacolo. Esterno, che il mondo ci invidia ed uno interno, frutto dell’alternanza scuola lavoro svoltasi in tre anni grazie ai ragazzi della 5F dell’Istituto delle Arti Vittoria. 2.496 che sono i metri sul livello del mare del rifugio, nove gli studenti, o meglio, 8 studentesse ed un maschietto, che dopo aver progettato il lavoro, in due estati lo hanno portato a compimento, soggiornando in rifugio. La presentazione nell’aula magna del Vittoria, col dirigente Roberto Pennazzato, l’illustrazione – dopo il bel video degli studenti – del professor Rolando De Filippis, docente discipline pittoriche e coordinatore del progetto, quella di Elia Perini presidentessa della Commissione scuola formazione della Sat, la spiegazione del lavoro a genitori ed ospiti ed infine la testimonianza del gestore dell’Antermoia, pure lui già studente d’arte, Martin Riz. Con la partecipazione dell’Iprase, Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa, che ha realizzato l’opuscolo sul progredire dei lavori. Ospite il presidente del Cai Veneto.
Gli artisti studenti - il loro lavoro farà parte dell’esame di maturità – sono Beatrice Cappi, Gaspare Gianduia Grimaldi, Adele Groaz, Nina Groff. Stefania Groff, Aurora Hechenblaikner, Silvia Inama, Beatrice Oss e Natasha Pedergnana. Il progetto - si tratta di due rampe di scale lunghe 12 metri alte due, più una parete – si è così inquadrato nelle azioni previste per l’alternanza scuola lavoro e costituisce un lavoro completo, dalla committenza, alla progettazione e realizzazione. Sono stati coinvolti nel progetto 10 alunni (uno ritirato) di una 3a classe del Vittoria frequentanti il corso di arti figurative del professor de Filippis. I temi scelti per le decorazioni sono stati quelli legati all’ambiente dolomitico, nelle variazioni giornaliere, stagionali e legate all’altitudine, alla flora e fauna. Nel 2017 si è svolta la fase preliminare di studio ed i ragazzi hanno seguito le lezioni sulla storia della Sat e dei rifugi, realizzando il progetto in scala. A giugno si è attuato il sopralluogo, a settembre la prima fase realizzativa durata 5 giorni in cui si è decorata una scalinata. Nel 2018 i ragazzi hanno proseguito la progettazione delle decorazioni degli altri ambienti ma la sessione si è svolta a settembre causa troppa neve a giugno. Ora attesa per il taglio del nastro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Gli artisti studenti - il loro lavoro farà parte dell’esame di maturità – sono Beatrice Cappi, Gaspare Gianduia Grimaldi, Adele Groaz, Nina Groff. Stefania Groff, Aurora Hechenblaikner, Silvia Inama, Beatrice Oss e Natasha Pedergnana. Il progetto - si tratta di due rampe di scale lunghe 12 metri alte due, più una parete – si è così inquadrato nelle azioni previste per l’alternanza scuola lavoro e costituisce un lavoro completo, dalla committenza, alla progettazione e realizzazione. Sono stati coinvolti nel progetto 10 alunni (uno ritirato) di una 3a classe del Vittoria frequentanti il corso di arti figurative del professor de Filippis. I temi scelti per le decorazioni sono stati quelli legati all’ambiente dolomitico, nelle variazioni giornaliere, stagionali e legate all’altitudine, alla flora e fauna. Nel 2017 si è svolta la fase preliminare di studio ed i ragazzi hanno seguito le lezioni sulla storia della Sat e dei rifugi, realizzando il progetto in scala. A giugno si è attuato il sopralluogo, a settembre la prima fase realizzativa durata 5 giorni in cui si è decorata una scalinata. Nel 2018 i ragazzi hanno proseguito la progettazione delle decorazioni degli altri ambienti ma la sessione si è svolta a settembre causa troppa neve a giugno. Ora attesa per il taglio del nastro.
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