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TRENTO. La ragazza del pop si è fatta grande e ora, dopo vent’anni trascorsi lassù, sempre in cima all’hit parade e agli airplay radiofonici, è pronta a soffiare su un «vento senza nome» in grado di portarla al suo “secondo atto”, come dice lei raccontandoci il suo nuovo album.
Irene Grandi, da Firenze con furore, sarà protagonista di un doppio evento a Trento, sabato e domenica. Sabato sera alle 21 a Palazzo Geremia sarà al nostro festival Trentino.live, per raccontarci e raccontarvi vent’anni di successi, vissuti sempre in prima fila. Una chiacchierata pubblica per scoprire le sue ispirazioni, le sue idee, in una parola il suo mondo.
E domenica sera alle 21, passerà dalla parola alla melodia, con il concerto all’Auditorium Santa Chiara (scrivendole un messaggio sul nostro sito web potreste vincere due biglietti) che mescolerà sapientemente nuove e vecchie canzoni, passando in un lampo dalle atmosfere ovattate al rock, dall’intimismo al funky, dalle ballate alla dance. Un frullatore, bellissimo e intenso.
Irene, vent’anni di grande pop e ora un album più intimo, in cui sei anche l’autrice dei testi. È l’inizio della tua “fase due” d’artista?
Direi che è più il secondo atto dello spettacolo, non un altro show. Sono sempre io, col mio ottimismo, la mia positività, la voglia di stupire senza limiti. Questo nuovo album è sicuramente più maturo, il risultato di un cambiamento artistico che sto intraprendendo in maniera naturale, assieme a un nuovo staff di produttori e musicisti.
Cosa ne è stato della ragazza tutta pop e rock che ci ha accompagnato per anni?
C’è sempre, ma non è da sola. Non mi piacciono le etichette troppo strette, e quindi il mio “secondo atto” è anche una maggiore consapevolezza dell’emozionare con la voce, non necessariamente alzando i decibel. Comunque state tranquilli, anche al concerto di Trento stiamo preparando delle sorprese: rock ma eleganti, come potrebbero essere certe canzoni dei Cure...
«Un vento senza nome» è il terzo disco di inediti in dieci anni. Per essere una che correva sempre ai cento all’ora te la sei presa comoda...
(ride) Ci sono anni in cui non ti fermi neppure un attimo, e i giorni e i mesi volano via più veloci dei pensieri. Poi ci sono periodi in cui mi fermo, e mi giro indietro e traccio dei bilanci. Sai come si fa di solito a San Silvestro, poco prima di festeggiare l’anno nuovo? Crescendo sono riuscita ad essere più «libera» dalla musica, intesa come macchina organizzativa, label discografiche e così via... L’album e la tournée col mio amico Stefano Bollani è nata proprio così, prendendo la musica seriamente ma più alla leggera. Ne è nato un disco che mi ha emozionato, seguito da un tour che è andato bene e chi mi sono «vissuta» fino in fondo. E ora eccomi qui!
Suoni nei teatri, il giusto luogo per il tuo “secondo atto”...
È un regalo che ho voluto fare a me stessa e al pubblico. Abbiamo studiato nel dettaglio le luci, le scenografie, l’apporto multimediale che Saverio Lanza e suo fratello Marco hanno realizzato andando alla ricerca della vita quotidiana di un’artista, con un taglio divertente e a volte autoironico. Per me è un vero e proprio spettacolo nello spettacolo...
Ti aspettiamo a Trento, sabato a Trentino.live e domenica al concerto.
State in un bel posto, e c’è sempre un gran fermento. In una parola? Avete un’attitudine calda
