TRENTO. Le raccomandazioni sono costanti e frequenti, ma il mondo delle truffe - classiche o innovative che siano - continua ad essere attivo e pieno di vita. Ecco le cinque semplici, ma fondamentali, regole che Carlo Biasior, del Crtcu (Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti) di Trento dà per evitare di essere incastrati nella rete degli imbrogli e per uscirne.

1. «Se vi chiamano per offrirvi prodotti e sconti, riattaccate». È la forma d'imbroglio più tradizionale, quella della vendita telefonica, eppure anche una di quelle con il maggior numero di vittime. «Funziona perché – spiega Biasior – sfrutta, oltre al desiderio di risparmio, anche l'educazione della gente: ci hanno insegnato ad essere cortesi, riagganciare è scortesia, e così spesso stiamo ad ascoltare, finendo per essere ingannati da belle parole. Non abbiate timore d'essere duri. E ricordate che è sempre bene leggere e firmare il contratto che si sta per stipulare, di qualunque natura esso sia».

2. «Le offerte non vengono a trovarti a casa». Questa regola, secondo il responsabile del Crtcu, non ha eccezioni: chi offre prodotti sulla soglia di o in casa, molto spesso sta cercando di truffarvi. La classica – e mai morta – forma di vendita riguarda sconti, offerte, cambi nel settore dell'energia. Molto in voga, nell'ultimo periodo, anche il commercio di rilevatori del gas e componenti di contatori, nonché di sconti e tessere vantaggio.

3. Il “fishing”. Una “pesca” on-line che si fonda sulla creazione di un sito apparentemente identico all'originale, nel quale, una volta immessi i propri dati personali, questi vengono raccolti, clonati ed utilizzati illegalmente. «Sembra qualcosa di difficilmente realizzabile, dalle probabilità minime, invece è una delle truffe più diffuse di recente» - spiega Biasior. «In genere i portali più colpiti sono quelli delle banche on-line. Ovviamente in questo caso non esistono vere e proprie accortezze che l'utente può mettere in atto – se non osservare bene il sito stesso, così da identificarne eventuali differenze. Tuttavia, a differenza di molte altre truffe in rete, in cui non è semplice identificare un colpevole ed ottenere un risarcimento, con il fishing si ha una maggiore tutela: nel caso della banca, ad esempio, può essere chiesto un risarcimento alla stessa».

4. I 14 giorni di recesso. «E' importante ricordare che ogni contratto prevede 14 giorni di recesso, anche unilaterale» - continua il Crtcu. «Se vi accorgete di essere stati truffati, quindi, procedete immediatamente con la chiusura del contratto». Probabilmente, spesso – secondo Biasior – verrà sfruttata a favore del truffatore, anche in via illecita, la clausola per cui la recessione non è attuabile in caso di creazione di prodotti su misura. «Se accade, non spaventatevi. Contattateci (0461 984751), così da risolvere il problema insieme ai nostri esperti».

5. «La truffa è punibile». Al contrario della vendita fondata su contratti che contengono informazioni sommarie (la cosiddetta “sòla”), la truffa si basa sulla vendita di beni inesistenti e su dati fasulli. Se la prima è multabile, la seconda, ben più grave, è punibile penalmente.