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ROVERETO. La polizia di Stato ha aperto il fascicolo e indaga per incendio doloso, ma lascia aperte anche le altre possibili soluzioni investigative. Perché - sostengono al Commissariato di polizia - i sacchi degli scarti della pasta per la lucidatura dell’alluminio, all'esterno del capannone principale della Gallox, già impilati e stoccati sui bancali di legno per essere portati in discarica, non possono prendere fuoco da solo. La temperatura esterna, alle sette del mattino, non è sufficiente per generare un'auto-combustione delle assi di legno. Ma potrebbe essersi generata in maniera accidentale, scatenando prima il fumo denso e poi le fiamme. Sarà la perizia dei vigili del fuoco ha chiudere il cerchio. Ma intanto la polizia indaga per dolo sui rifiuti di alluminio. La Gallox è una delle aziende più longeve della zona industriale roveretana. Nata nel 1956, attualmente dà lavoro a 140 operai, racconta Ornella Zandonai, uno degli amministratori.
La prima telefonata per richiesta di intervento è arrivata alla centrale operativa dei vigili del fuoco di Trento alle 7,23. La persona parlava genericamente di fumo denso che si alzava dal capannone della Gallox. Dalla caserma di via Abetone sono usciti quattro automezzi dei vigili del fuoco volontari di Rovereto. “A tutta birra” hanno raggiunto il piazzale della ditta e si sono messi al lavoro. I pompieri hanno usato 500 litri di schiumogeno, in una soluzione diluita al 6 per cento. Per timore che prendessero fuoco anche gli altri profilati in alluminio, presenti sotto il capannone, i vigili del fuoco roveretani hanno chiesto il supporto di due autobotti dei colleghi volontari di Mori. Le prime squadre, infatti, si erano concentrate sugli scarti di alluminio stoccati, le altre hanno raffreddato la struttura in metallo del capannone e hanno creato una sorta di barriera umida contro le fiamme. Uno stratagemma per impedire che il rogo avvolgesse o colasse anche gli altri manufatti pronti e imballati sotto la tettoia. In venti minuti, la situazione era già sotto controllo. Da Trento infine è arrivata una settima squadra di vigili del fuoco permanenti con un’altra autobotte. Per la bonifica invece c’è voluto un po’ più di tempo per i pompieri.
La ditta Gallox da ieri è in ferie fino a lunedì 20 agosto. «Uffici e capannoni sono controllati da un sistema antifurto e antincendio, non da telecamere, ma alle sette del mattino - come ci ha spiegato Ornella Zandonai - vengono disattivati per l’ingresso degli operai. Ieri mattina, c’erano già i manutentori al lavoro all’interno dell’azienda». Le fiamme si sono sviluppate dopo una ventina di minuti. «Noi escludiamo il dolo - ammette l’amministratore della Gallox - pensiamo invece più all’accidentalità». Ma la polizia non è dell’avviso. In quella parte del capannone non ci sono circuiti elettrici. Saranno le indagini a chiarire la dinamica degli eventi. La stima dei danni è ancora prematura, il capannone non ha subito lesioni particolari: «Dobbiamo controllare tutti i pacchi già pronti per i clienti, ma stimiano almeno 50 mila euro di danni», conclude Ornella Zandonai. (n.f.)
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