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TRENTO. La relazione dei carabinieri del nucleo radiomobile di Borgo Valsugana è chiarissima: la responsabilità dell’incidente mortale in cui è rimasta coinvolta l’auto blu del presidente della Provincia Ugo Rossi è dell’autista Renato Dall’Alda. La relazione è stata spedita in Procura nei giorni scorsi e parla di velocità non adeguata, o meglio «non commisurata» alle condizioni meteorologiche. Secondo quanto rilevato dai carabinieri, comunque, l’auto, un’Audi A8 a quattro ruote motrici, procedeva probabilmente a una velocità ben superiore ai 90 chilometri all’ora e comunque non adeguata alle condizioni meteo.
Lo si deduce dai danni riportati dalla vettura che, prima di travolgere lo scooter Liberty guidato da Federico Contro ha rimbalzato più volte contro il guard rail centrale della statale della Valsugana. Il conducente dello scooter, Federico Contro, 56 anni di Valdagno, morì sul colpo. La moglie Lorella Battistini, 50 anni, riportò diverse fratture tra le quali anche una molto grave a una gamba. L’incidente si verificò nel primo pomeriggio del 13 agosto sulla statale della Valsugana in direzione Bassano, verso la fine del tratto a quattro corsie poche centinaia di metri prima dell’uscita di Strigno.
L’Audi A8 stava sorpassando lo scooter, qualche decina di metri prima del soprapasso ferroviario. In quel momento sulla zona imperversava un vero e proprio nubifragio. A un tratto l’auto blu ha iniziato a sbandare, prima verso il centro della strada, poi, dopo essersi scontrata con il guard rail centrale più volte, verso la corsia di destra. Così ha colpito lo scooter.
A bordo dell’Audi A8 della Provincia oltre all’autista c’erano il presidente Ugo Rossi, seduto accanto all’autista, il vicepresidente Alessandro Olivi, seduto dietro Rossi, e il dirigente provinciale Enrico Menapace. Olivi ha sbattuto la testa contro l’airbag a tendina che si è aperto subito e poi contro la testa di Menapace. Ma le conseguenze peggiori dell’incidente le hanno riportate le due persone sullo scooter. Il pubblico ministero Carmine Russo ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Unico indagato è appunto l’autista Dall’Alda. Nella relazione dei carabinieri c’è scritto che non ha tenuto una velocità «commisurata» alle condizioni meteo e allo stato dei luoghi. Infatti il nubifragio aveva fatto sì che si creasse come un velo d’acqua sul manto stradale e questo ha dato vita al cosiddetto effetto aquaplaning.
L’Audi A8, che monta pneumatici molto larghi, ha iniziato a scivolare e l’autista non l’ha più controllata. Da questo i carabinieri deducono che la velocità non fosse adeguata. Il codice della strada all’articolo 141 bis prevede che la velocità debba essere commisurata allo stato della vettura, a quello della strada e a tutte le altre condizioni esterne. Ma non basta. Secondo quanto rilevato dai carabinieri, comunque l’auto procedeva probabilmente a una velocità superiore al limite di 90 chilometri all’ora. Secondo la ricostruzione l’auto è ruotata facendo perno sulla ruota anteriore sinistra e ha colpito lo scooter con il parafango posteriore destro. Adesso l’inchiesta si avvia alla conclusione, mancano alcuni accertamenti da fare sull’Audi che è ancora sotto sequestro. (u.c.)
