SAN MICHELE ALL’ADIGE. Diciassette anni dopo è tornato lì dove si diplomò, all’Istituto agrario di San Michele, ma dall’altra parte della cattedra. Per raccontare ai ragazzi delle classi quarte e quinte la propria esperienza di sacerdote in Perù. E di come quanto ha studiato gli stia tornando utile. Una lezione speciale quella tenuta l’altro ieri da Alessandro Valenti: una lezione di vita, di quelle che servono ai giovani (ma non solo) in una società spesso disorientata, smarrita, alla ricerca di valori che paiono perduti.
Originario di Bondo, in valle del Chiese, don Valenti oggi ha 36 anni ed è missionario in Perù. Dopo essersi diplomato all’Istituto agrario di San Michele, infatti, decise di recarsi nel Paese sudamericano per alcuni mesi di volontariato. Praticamente, da quel giorno non è più tornato indietro. Ha lavorato nelle comunità più povere e, lentamente, è maturata nel profondo la vocazione al sacerdozio. Dopo gli studi in seminario, svolti in parte a Trento e in parte in Perù, è stato consacrato sacerdote e attualmente è parroco di 12 comunità del dipartimento di Cuzco, a circa 4 mila metri di altitudine. Oltre all’attività religiosa, don Alessandro, in virtù delle sue conoscenze acquisite a San Michele, è molto impegnato nel trasmettere il suo sapere per migliorare le condizioni di vita degli abitanti della zona, ma anche per evitare l’intenso fenomeno di spopolamento delle zone montane. «Troppo spesso - ha raccontato don Alessandro - i giovani credono di trovare il benessere nelle città o almeno di migliorare le misere condizioni di vita in cui si trovano, finendo invece per percorrere strade di delinquenza e di degrado».
Ad ascoltarlo in aula magna c’erano oltre 300 persone tra studenti e insegnanti. Tutti catturati dalla storia e dalle parole di don Alessandro. Il giovane sacerdote ha spiegato il suo contributo, nella zona di Cuzco, per la nascita di alcune cooperative a carattere agricolo e creditizio, oltre all'apertura di due scuole professionali con l’obiettivo di introdurre i giovani nel mondo del lavoro. Nelle scuole si insegnano ai ragazzi la lavorazione della pietra e del legno, alle ragazze la realizzazione di manufatti tessili. «Ora - ha detto ricordando la sua esperienza di studente a San Michele - il mio sogno è quello di costruire una scuola agraria ad indirizzo zootecnico». Don Alessandro è arrivato dritto al cuore di studenti e insegnanti. Forte e schietto il suo messaggio: «Non fatevi fregare da un mondo che ci vuole egoisti. Imparate a donare, perché la cosa più bella è regalare». Il concetto fondamentale che è riuscito a trasmettere l’ex studente che è salito in cattedra per un giorno è che tutti possono cambiare sé stessi, tutti possono migliorare, tutti possono contribuire ad aiutare chi ha bisogno.
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