TRENTO. La musica incontra il catechismo. A Martignano, sta infatti per debuttare «Paulus»: un musical che racconta la storia di San Paolo e che riesce anche ad unire diverse realtà del sobborgo.

Questo l’innovativo progetto dell’oratorio di Martignano che ha preso forma negli ultimi mesi ed andrà in scena sabato prossimo. Si avvicina così il giorno della «prima» per i ragazzi di seconda media di Martignano, ormai prossimi alla cresima che reciteranno in questo musical religioso. Ne ha parlato la catechista Laura Cirelli: «Questo genere di progetto è già stato realizzato l’anno scorso, quando i cresimandi hanno recitato in un musical dedicato a San Francesco, mentre quest’anno abbiamo voluto dedicare lo spettacolo a San Paolo. E’ un’iniziativa molto interessante anche perché coinvolge molte realtà della zona come l’orchestra “fuoritempo”, il coro della parrocchia e diversi abitanti del luogo che si sono offerti di aiutarci».

Il gruppo è composto da 40 ragazzi tredicenni, coordinati da 7 catechiste, che andranno in scena il 4 maggio alla Sala Polifunzionale di Martignano per poi replicare l’11 dello stesso mese a Calavino e l’1 giugno a Montevaccino.

«Abbiamo ricevuto una piccola sovvenzione dal comune –continua la catechista- ma per il resto siamo totalmente autonomi finanziariamente parlando. I ragazzi hanno inoltre organizzato una piccola lotteria nel tentativo di autofinanziarsi per il viaggio a Roma, previsto verso la fine dell’estate, in cui visiteremo i luoghi dove è passato San Paolo e porteremo in un oratorio o in un auditorium locale il nostro spettacolo. Anche lo scorso anno abbiamo visitato Assisi, dato che il musical era incentrato sulla vita di San Francesco».

Quest’innovativo metodo di fare catechesi che coniuga religione, musica e divertimento sembrerebbe quindi già rodato e perfettamente funzionante. A dimostrazione di ciò è il fatto che l’oratorio di Calavino abbia chiesto di poter avere una replica di questo musical nel loro auditorium l’11 di maggio.

«Anche le famiglie hanno partecipato attivamente - conclude Cirelli - aiutando in molte cose dai costumi alle scenografie. E’ questo uno dei punti di forza del progetto: l’aiuto di tante persone che fanno parte di tante realtà della nostra zona. Certo non è facile coordinare 40 ragazzi, ma alla fine siamo un gruppo unito e la soddisfazione per i risultati è grande».

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