CALDONAZZO. «Sono arrivata, ignara di tutto, fin sotto la biblioteca comunale, ed ho visto improvvisamente carabinieri armati per strada, poliziotti in borghese, la polizia locale, persone che piangevano, gente agitata che mi urlava di correre via, facendo cenno ad una persona armata che avrebbe agito – sembrava - dal commercialista con sede in via Stazione». Questo è il racconto di Alessandra, giovane insegnante e mamma, che risiede in un comune limitrofo e frequenta spesso quella zona. La donna si era recata verso l’edificio della biblioteca comunale, adiacente all’elegante palazzina rossa dove ha sede lo studio dei commercialisti Pola (padre e figlio), in via Stazione, per consultare alcuni volumi. Mai avrebbe immaginato di trovarsi coinvolta nel trambusto di una sparatoria da poco consumatasi nel solitamente supertranquillo paese lacustre. Il suo racconto stupito prosegue «Io non ho visto l’uomo armato, non ho assistito agli eventi direttamente. Avevo capito che era successo qualcosa di grave, ho addirittura pensato che forse qualcuno si fosse sparato dal commercialista. Quando sono comunque salita in biblioteca, al secondo piano, ho trovato la porta chiusa a chiave da dentro. La bibliotecaria, comprensibilmente impaurita, mi ha aperto solo una volta capito che ero io, ed allora mi ha spiegato cosa le avevano raccontato due ragazze, che si erano rifugiate in biblioteca. Per andarmene la bibliotecaria mi ha consigliato di scendere in ascensore. Non sapevamo cosa pensare, quale pericolo effettivo ci fosse». Abbiamo raccolto anche noi le testimonianze delle operatrici della biblioteca, che ci hanno confermato il racconto. Due giovani donne, spaventate, verso le undici e venti erano corse su per le scale di Casa Boghi, per cercare rifugio nei locali pubblici dalla sparatoria avvenuta poco prima dentro l’edificio dello studio Pola. Successivamente, ricordano in biblioteca, erano saliti anche i carabinieri, per controllare piano per piano che l’aggressore non si fosse nascosto nel palazzo o forse solo per rassicurare i presenti. Ancora preoccupate per la circostanza che l’aggressore non era stato catturato e fermato, le bibliotecarie, dopo la nostra breve visita, nel primo pomeriggio, si sono chiuse ancora una volta la porta dietro le spalle, per sicurezza. Intanto per la strada gli abitanti si dicevano meravigliati: nessuno immagina cosa possa aver portato l’aggressore a sparare. Per altro, tutte le persone che abbiamo incontrato, compresi i negozianti delle attività della piazza e della via, non hanno sentito gli spari né intravisto movimenti strani, prima dell’aggressione. Rinaldo Pola, classe 1951, è stato assessore comunale nella precedente giunta Schmidt avviata nel 2010, con delega per agricoltura, bilancio, comunicazione istituzionale, infrastrutture, patrimonio comunale, Polizia municipale, tributi. È dunque persona ben nota in paese. Uno dei suoi affezionati clienti, un esercente della zona, che abbiamo incontrato in strada era riuscito ad entrare nello studio e ha saputo dal commercialista che l’uomo armato non era cliente dello studio. Nel pomeriggio via Stazione era ancora controllata da carabinieri in divisa e in borghese. Ogni tanto un capannello di persone si formava di fronte al cancelletto dello studio, per commentare i fatti».
La corsa in biblioteca per cercare rifugio
Le segretarie sono scappate dall’ufficio. La paura in paese: si temeva che l’uomo fosse ancora in zona
10 gennaio 2018 • 02:12