PHOTO
ROVERETO. Festa doveva essere e festa è stata. Per i 2600 partecipanti, per i numerosi curiosi assiepati sulle transenne a bordo percorso incuranti della pioggia, per Paolo Gallo che ha concluso per primo i 18 chilometri di gara. La prima edizione della Fisherman's StrongmanRun va in archivio con un successo e con le facce stanche ma contente di tutti i colorati e improbabili concorrenti. Una festa cominciata nel primo pomeriggio con l'urlo dei partenti, continuata per quasi tre ore tra container, balle di fieno, funi, guadi, fango e terminata con una doccia calda mai così desiderata. Il clima tutt’altro che agonistico lo si respira dopo pochi secondi dal via quando molti avvertono i propri amici di rallentare e aspettarli.
Alla partenza, invece, i quasi 2600 partecipanti sono tutti puntuali sulla linea e al grigio della giornata si contrappone l'entusiasmo dello starter intento a tenere caldo il gruppo.
La gara. Quasi nessuno ha il cronometro al polso e pur con qualche eccezione, la goliardia la fa da padrona. Sbirciando al di là delle transenne si vede un po' di tutto il repertorio che solitamente offre il carnevale e forse qualcosa in più. L'unica costante sono le scarpe da ginnastica. Impossibile pensare di correre facendone a meno. C'è chi arriva da Monza vestito con camicia bianca, cravatta e shorts o con la muta da surf, maschera e boccaglio, c'è un gruppo di cavernicoli giunto da Roma. E ancora hawaiiani, ballerini in calze e tutù, componenti della Banda Bassotti disneyana con tanto di numero identificativo, Batman e i baffuti Mario Bros, un Balotelli molto casereccio, Franco e Deborah della Valsugana vogliono immortalare le loro imprese e hanno installato una telecamera sul loro casco, i milanesi Filippo e Massimo sono dei centurioni romani, e non mancano quattro "scozzesi" con la bandiera dipinta in faccia e il kilt. Loro, ci tengono a dirlo, provengono dalle Highlands di Noriglio. Uno dei travestimenti più riusciti è quello di Edoardo, arrivato in mattinata da Prato assieme agli amici che lo hanno convinto a prendere parte alla gara nonostante le sue rimostranze iniziali. Lui è vestito da angelo e sfoggia una lunga tela fino ai piedi, l'aureola e le ali. Forse, però, il premio per il miglior travestimento lo offre un concorrente vestito in completo nero, camicia bianca, cravatta, occhiali da sole scuri con montatura in metallo e capelli laccati da far invidia al miglior agente Smith di Matrix. Se sia riuscito a concludere la gara senza rovinare l'abito non è dato saperlo.
La città. Chi pensava che la pioggia tenesse a casa gli spettatori ha dovuto immediatamente ricredersi. La curiosità per vedere all'opera i "matti" della StrongmanRun era tanta, così come era tanta la curiosità per vederli scavalcare gli ostacoli e superare il Leno. Già qualche buon minuto prima dell'inizio della gara gli ostacoli più spettacolari e accessibili sono stati presi d'assalto. Il ponte Forbato, da dove si poteva vedere il guado e la risalita dal torrente era gremito di spettatori, al punto che era quasi impossibile passare per chiunque volesse andare nelle piazze del centro storico. Anche lungo il ponte di via Calcinari, sotto il quale passavano i concorrenti servendosi di alcune funi, si sono radunate numerose persone così come nel parcheggio di via Ronchi dove l'ostacolo da superare, alcuni container, è stato giudicato il più difficile dai partecipanti. Anche piazza Malfatti, dove c'erano due muri di paglia da scavalcare, ha subito lo stesso trattamento e la medesima sorte è toccata alla piscina: qua gli uomini duri dovevano attraversare prima la piscina per bambini alta 60 cm, poi quella olimpica riempita d'acqua. Molto fredda hanno testimoniato i "nuotatori". Paradossalmente il minor numero di spettatori lo ha riservato l’arrivo. Molte persone non sono riuscite a spostarsi dalle postazioni vicine e dalle posizioni conquistate sui diversi ostacoli sparsi sul territorio e in città.
GUARDA IL VIDEO
E LE FOTOGALLERY
www.giornaletrentino.it
