TRENTO. Incredibile ma vero. Anche una festa popolare di fine estate può attirare centinaia di persone, famiglie, gruppi di amici, senza che ci sia in menù nessun piatto di carne e senza il classico “profumo” di grigliata.

È successo ieri a Trento, dove si è svolto il primo festival antispecista vegano organizzato dalla Lav, sezione di Trento e da Eticanimalista. Una giornata intera, dalle 10 alle 22, per informarsi, riflettere e, soprattutto, realizzare attraverso scambi di ricette e di ingredienti, che vivere senza uccidere e sfruttare gli animali è possibile. Insieme ai volontari delle due associazioni, ieri sul prato del Centro Santa Chiara e sotto il tendone, hanno partecipato decine di associazioni arrivate dal Trentino e dall’Italia: da chi difende i conigli e le cavie per la vivisezione (La Collina dei conigli), a chi si occupa di fermare la strage di balene, di squali e di tonni (Sea Sheperd), a chi lotta contro la barbarie dell’estrazione della bile degli orsi in Cina, Vietnam e Corea (Salviamo gli orsi della Luna). Ad attirare l’attenzione delle centinaia di curiosi e convinti animalisti, anche alcuni stand con prodotti biologici, come quelli di scarpe “vegan friendly” in ecopelle, a quelle realizzate solo con tessuti e suole riciclate, ai prodotti biologici che stanno diffondendosi anche alle nostre latitudini. Ne è un esempio l’azienda di maso Giòmo, di Brentonico, che raccoglie piante officinali ed erbe aromatiche, per trasformarle in tisane, dolcificanti e salse, tutte rigorosamente biologiche. Ne parla convinto Giacomo Poli che, con il fratello Giovanni, hanno avviato da qualche anno l’attività. Propone sandali “glam” (anche con tacco 12) Diana Sani, sarda trasferita a Milano, che diffonde il marchio “Glamù” su internet, ovvero scarpe vegan friendly realizzate con tela, corda, poliuretano, materiali naturali e non, che niente tolgono a scarpe e infradito da far invidia a quelle di boutique, ma che costano meno della metà. Le scarpe “animal free”, sono prodotte invece dalla ditta Romeo vegan, che ha una sede a Vigo Nuovo (Venezia), con punti vendita in varie città del Nord Italia.

Ma il clou della festa vegana, ieri, è stato il pranzo, dove da mezzogiorno alle tre, l’affollamento è stato al di sopra di qualsiasi previsione. Sui tavoloni si sono alternate circa cinquecento persone a gustare i piatti a base di seitan e tofu, ma anche la classica pasta di pesto alle noci e i piatti di contorno con legumi e verdure. Non mancavano i dolci, senza burro e uova, ugualmente molto apprezzati. A dimostrazione che una dieta alternativa è possibile e può essere saporita anche senza carne e i derivati animali. «Non ci aspettavamo proprio tata gente», dice Ivana Ravanelli di Eticanimalista. E aggiunge: «Noi continueremo a fare la nostra campagna antivivisezione, con gli stand a Trento. E ieri bastava guardare i manifesti sulle condizioni di mucche, maiali, conigli e galline negli allevamenti intensivi, per capire che la carne tanto sana non è.

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