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BASSO SARCA. Ceole, Varignano, Chiarano, Varone, il monte Brione, Linfano, il Tennese: la straordinaria grandinata che sabato sera si è abbattuta sul Basso Sarca ha lascito profonde ferite nei frutteti e anche sugli olivi. La conta dei danni non è ancora definitiva, ma ascoltando il parere dei contadini della nostra zona pare di capire che il prossimo raccolto di mele, kiwi, uva, mais, ortaggi è compromesso: se non tutta la frutta, ma il settanta per cento è andato spappolato dai chicchi di grandine. Grossi come noci.
«Non avevo mai visto niente di simile - racconta un ottantasettenne di Ville del Monte - la grandine era così grossa che stamattina (ieri, nrd) ho trovato ancora cumuli di ghiaccio sotto le piante». Sconsolati i contadini. Ma anche i produttori di olio. Ivo Bertamini, storico produttore e proprietario dell’omonimo frantoio di Vignole di Arco, è stupito della violenza della grandinata. «Ha messo in ginocchio i nostri frutticultori - racconta - perché uva, mele, kiwi, piccoli frutti sono andati distrutti. Chi non aveva gli impianti antigrandine ha perso gran parte del raccolto 2015».
Quello che lo preoccupa di più è sicuramente però la situazione dell’oliva: «Un massacro per l’oliva, battuta soprattutto nelle zone di Varone e del Brione. Non ci voleva. Perché veniamo dalla precedente annata che era stata funestata dalla mosca olaria». Luca Valerio, direttore della Cooperativa Ortofrutticola Valli del Sarca, in ferie, è stato avvisato della grandinata. «Ora è prematuro, solo nelle prossime ore potremo quantificare i danni».
Per i vigili del fuoco volontari del Basso Sarca un sabato di super lavoro. Per il corpo di Arco una trentina di interventi fino al mattina, per quello di Riva una decina.
