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TRENTO. La fantasia dei furfanti non conosce limiti. Se in più occasioni la cronaca nera ha parlato di furti di rame nei cantieri edili, nelle industri di elettronica, o più frequentemente lungo le linee ferroviarie, mai e poi mai si poteva immaginare che i malviventi avrebbero rubato del rame in un cimitero. Sì, proprio in un cimitero, nello specifico quello di Santa Massenza.
A questo punto sorge spontanea una domanda: come mai in un camposanto c'è del rame, in così gran quantità, da essere oltremodo appetibile? Bisogna sapere, infatti, che nel luogo dove riposano i defunti della frazione lacuale vezzanese, la copertura del tetto della cappella, dove si recitano le preghiere per i morti, è rivestita in rame, come pure alcune cellette per contenere le ceneri per quanti si fanno cremare. Sono state divelte anche delle gronde ed i canali di scolo delle acque piovane.
C'è da dire che il furto dell'oro rosso non è riuscito, forse perché gli aspiranti ladri sono stati disturbati da qualche veicolo in transito nel cuore della scorsa notte, visto che il cimitero, posto a nord dell'abitato, è situato lungo l'arteria intercomunale che conduce alla frazione di Fraveggio e alla struttura di accoglienza “Casa di Giano”.
I danni però sono stati di una certa entità e comprensibile la rabbia degli abitanti della frazione, nota per le sue distilleria di grappa, dove, guarda caso, gli alambicchi sono realizzati con il preziosissimo metallo.
Il tentato furto è stato scoperta di prima mattina, da un contadino che si recava nei campi. Sull'inquietante ed odioso episodio stanno adesso indagando i carabiniere della stazione di Vezzano, mentre gli operai del Comune hanno già iniziato i lavori per sistemare la copertura divelta.
