SEGONZANO. Il santuario della Madonna dell’aiuto a Segonzano, con le sue strutture di ristoro e sgabuzzino, è preso di mira dai ladri. Sono ben otto i casi in soli due anni, fra furti e tentativi finiti male (che comunque hanno portato a danni materiali, per il vandalismo). L’ultimo in ordine di tempo, l’altra notte (fra il 31 dicembre e il primo gennaio), ha portato alla rottura di una finestra e due porte d’entrata, in una struttura annessa al santuario e utilizzata come sgabuzzino. In questo caso nulla è stato rubato e anzi sono state trovate - sui resti dei vetri sfondati - delle tracce di sangue. Si spera possano anche fornire una pista per le indagini, di cui si stanno occupando i Carabinieri di Segonzano.

È probabile che proprio il ferimento abbia fatto agire con maggiore fretta i malviventi, che non hanno rubato nulla. Sul finire d’ottobre erano stati invece presi di mira, e distrutti, i distributori, che sono all’interno del punto ristoro. I ladri si erano portati a casa un bottino di soli trenta euro (oltre a tutte le merendine esposte). In quel caso, più che il furto (davvero minimo) avevano pesato i danni: con i distributori - dal valore di alcune migliaia di euro - distrutti anche nelle parti elettroniche.

Tornando alla scorsa notte, anche in questo caso i danni sono stati importanti, anche se potranno essere quantificati solo nei prossimi giorni. C’è persino il sospetto, per le modalità con cui hanno agito, che i malviventi siano gli stessi di fine ottobre. Sono forse tornati sul luogo, nella speranza di trovare qualcosa da rubare nello sgabuzzino: hanno spaccato i vetri, per vedere cosa ci fosse all’interno, ma hanno visto solo panche e tavoli.

«Ci sentiamo avviliti - spiega padre Raimondo Mercieca, parroco di Segonzano - perché il santuario ormai è una meta molto apprezzata. In molti vengono qui per la loro devozione. Siamo contenti per quanto abbiamo fatto in questi anni, anche per dare accoglienza alle persone, attraverso il punto ristoro. Per fare un esempio, in una settimana di luglio abbiamo calcolato che sono stati consumati circa 500 caffè. È un santuario apprezzato soprattutto dai cembrani, ed è diventato punto di sosta anche spirituale per le passeggiate». E in effetti, anche nella giornata di ieri, erano diverse le persone recatesi al santuario per pregare.

Per riuscire ad evitare ulteriori danni, che pesano sul bilancio, ora ci si vorrebbe muovere per dotare la struttura di videosorveglianza. «Ci stiamo pensando - spiega il parroco - anche se è un provvedimento caratterizzato da molta burocrazia, per questioni legate alla privacy. Io spero ci favoriscano, in modo che possiamo controllare meglio la zona». Già ieri padre Mercieca ha inviato un messaggio in Curia, ai suoi superiori, nella speranza che possano aiutarlo.