TRENTO. Può un libello del 1511 essere attuale? Il Landlibell compie 500 anni e, nella sua nuova forma in lingua italiana, è pronto per dimostrare la sua attualità. Questo "Libello del Paese" è patto sottoscritto dalla Dieta di Innsbruck il 23 giugno 1511. Con esso si prevedeva l'obbligo di leva della Contea del Tirolo (compreso il principato vescovile di Trento) durante le guerre d'Italia. «Da allora è sempre stato al centro del dibattito politico e della riflessione sull'autonomia del Tirolo e del Trentino - ha rilevato Marcello Bonazza, presidente della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche -. L'opera permette di comprendere le radici della nostra identità territoriale e, in esso, gli Schützen vedono la loro legittimazione». La nuova veste del Landlibell è stata resa possibile grazie al lavoro di ricerca della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, in collaborazione con la Provincia di Trento. «Il libello era costituito da più esemplari, stratificati nei secoli. Negli archivi, abbiamo trovato una trentina di stesure diverse del documento - ha spiegato lo storico Silvano Groff -. 60 articoli, prima in lingua tedesca e, poi, tradotti in volgare». Per i 500 anni del Landlibell, in cantiere varie iniziative. Innanzitutto la conferenza "Il Landlibell del 1511. Storia di un documento, storia di territori", giovedì alle 17 alla Sala Grande della Fbk. Poi una mostra al Castello del Buonconsiglio, che si terrà con ogni probabilità quest'inverno. «Abbiamo scelto di posticipare la mostra sul tema per permettere anche alle scuole la visita. Infatti, l'obiettivo è di riuscire a divulgare il Landlibell a tutti i livelli: dalle scuole superiori, sino ai corsi universitari che si occupano di storia - ha concluso Franco Panizza, assessore provinciale alla cultura -. Questa è una parte della storia che ha portato alla nostra autonomia speciale e sancito la base dei nostri rapporti con l'Alto Adige e il Tirolo: una pagina che collega i tre territori dell'Euregio». (s.b.)