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LAVIS. Un accordo innovativo, che inserisce Lavis in una rete globale, fatta di universitari in viaggio in tutto il mondo, per fare esperienza e diventare dei leader. L'associazione si chiama Aiesec. Per cercarne la storia, bisogna tornare alla Francia del Dopoguerra. È lì che nasce, per l'iniziativa di un gruppo di studenti, che si sono posti l'ambizioso obiettivo di favorire gli scambi internazionali, per migliorare i rapporti fra i vari paesi, ancora sconvolti dal conflitto mondiale. Il tempo è passato; ora Aiesec è presente in 124 paesi e 1.700 università, e vanta più di 86.000 membri, tutti studenti universitari, sino ai 29 anni. Il suo scopo è oggi di favorire la leadership: gli studenti - col supporto dell'associazione - fanno esperienza in varie zone del mondo, hanno l'opportunità di creare progetti, guidare piccoli team, prendere decisioni.
Aiesec ha una sua sede anche a Trento. Da qui, la richiesta è arrivata in diversi comuni del luogo. L'associazione voleva stringere degli accordi, per dare nuove opportunità ai suoi membri. Lavis - grazie alla mediazione del centro giovani Point - è stato il primo comune trentino a siglare questa particolare convenzione. Per ora è valida per sei mesi di prova, ma, se tutto andrà bene, potrà poi essere rinnovata. In sostanza, il Comune mette a disposizione vitto ed alloggio, per uno studente diverso ogni mese, proveniente da una qualsiasi zona del mondo dove Aiesec opera. In cambio, lo studente diviene a tutti gli effetti un dipendente del Comune. Collabora perlopiù col centro giovani Point, nelle sue normali iniziative; ma non solo: incontra i ragazzi della scuola media, dove tiene delle lezioni sul suo paese di provenienza. In più, per il futuro c'è un'altra idea. Si vuole estendere a tutti i Lavisani la possibilità, per una sera, d'invitare a cena lo studente di Aiesec: un modo innovativo, per confrontarsi con nuove culture. Intanto, il primo ospite a Lavis è un messicano. Si chiama Lauro Silva Campos, ha 19 anni, ma è già al secondo anno di psicologia, ed ha studiato anche negli Stati Uniti. «Nella cultura italiana – ci racconta – trovo delle somiglianze con quella messicana. Aspetti particolari, come l'attaccamento alle tradizioni, alle proprie radici, al cibo. È molto diverso dalla cultura americana, invece». E di Lavis ama la sua tranquillità. «Sono abituato al caos delle grandi città, qui si sta meglio, a contatto con la natura». La sua speranza, poi, è che qualche Lavisano s'incuriosisca, ed inizi ad informarsi sulle attività di Aiesec. In modo che lo scambio sia davvero reciproco, e che anche alcuni studenti di qui possano viaggiare per il mondo, come ha fatto Lauro.
