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LAVIS. Qual è la situazione ambientale e di sicurezza dell'Avisio. E, ancora, il torrente può presentare un pericolo in caso di forti precipitazioni?
I primi ad introdurre la discussione erano stati due giovani pescatori della val di Cembra, Matteo Sartori e Omar Rossi, che avevano inviato agli organi di stampa e ai Comuni direttamente interessati un appello, in cui sottolineavano il pericolo rappresentato dalla vegetazione e dai detriti abbandonati nel greto del torrente.
Nella seduta di giovedì sera, la discussione è approdata anche in consiglio comunale a Lavis, grazie all'interessamento personale del consigliere di Cdp Ezio Dallagiacoma. Un ordine del giorno pressoché analogo sarà presentato anche a Trento, per iniziativa del consigliere Paolo Zanlucchi (Udc).
Il consiglio comunale di Lavis, intanto, ha espresso all’unanimità la preoccupazione per la situazione del torrente, un timore che deriva anche dai recenti episodi di cronaca che hanno interessato ad esempio la Liguria. Non pochi, peraltro, a Lavis ricordano ancora i disastri causati dall'alluvione del 1966, che aveva coinvolto anche lo stesso Avisio.
«A noi amministratori – ha sottolineato Dallagiacoma – spetta anche il dovere di cercare di capire, anche attraverso l’ascolto attivo dei singoli cittadini o della nostra Protezione civile, se qualche cosa di così grave e pericoloso che ci è vicino minaccia la nostra comunità. Abbiamo il dovere morale di ascoltare gli appelli alla prevenzione per poter agire con tempestività per la messa in sicurezza del nostro territorio».
Il riferimento è soprattutto alla zona del Comune di Giovo che dalla diga di San Giorgio sale verso la val di Cembra. Lungo il corso di tutto il torrente, per circa 35 chilometri, stanno crescendo in maniera incontrollata e rapida arbusti e alberi ormai di dimensioni notevoli.
«Nel passato – ha ricordato Dallagiacoma – l’Avisio ripuliva naturalmente il suo letto grazie a delle portate d’acqua più importanti e soprattutto per l’intervento delle “Brentane”, ossia delle grosse piene del torrente, piuttosto frequenti nei periodi stagionali più piovosi e durante le quali il torrente occupa tutto il suo alveo. Oggi questo accade più sporadicamente».
La vegetazione e i detriti potrebbero rappresentare un rischio in caso di improvvise e forti precipitazioni. «Il materiale di scarto – ha concluso Dallagiacoma – in una situazione di piena del torrente verrebbe tutto portato a valle». Tutti i partiti in consiglio a Lavis hanno accolto con favore l'ordine del giorno, nella speranza che ora chi di dovere possa intervenire per ripulire l'alveo del torrente.
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