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TRENTO. Inizieranno lunedì gli scavi della Soprintendenza ai beni archeologici in piazza Erbe, dove giovedì mattina sono venuti alla luce circa dieci metri di mura antiche - di probabile origine medievale, ma le verifiche degli specialisti devono ancora confermarlo - di cui nemmeno gli esperti sospettavano l’esistenza. Il ritrovamento fortuito è avvenuto durante lo scavo per la predisposizione di una delle isole ecologiche interrate del centro storico, lavori che per forza di cose sono stati sospesi in attesa che la Soprintendenza esegua gli accertamenti del caso e dia il via libera alla prosecuzione del cantiere.
«Abbiamo terminato la pulizia della base del muro - ha spiegato Cristina Bassi, archeologa della Soprintendenza - e preparato il luogo per lo scavo. Dovremo analizzare tutto il terreno sedimentato nei secoli al di sopra delle mura, è l’unico modo per riuscire a datarlo». Tutte le operazioni verranno documentato con foto e filmati prima di ricoprire il manufatto (sempre che sorprendenti novità non emergano dall’analisi del muro).
Chi si rallegra per la scoperta è Franco Marzatico, direttore del Castello del Buonconsiglio. «Il ritrovamento di giovedì conferma che quando si mette mano al sottosuolo di Trento le sorprese sono in agguato» dice divertito. «L’analisi del vecchio muro, come degli altri reperti rinvenuti durante altri scavi, contribuirà ad arricchire la conoscenza della ricca stratificazione della struttura urbana, che è nata con il periodo romano, come hanno già attestato diversi studi, come quello molto interessante di Alfredo Buonopane, curatore della sezione “Antichità” nella Storia di Trento pubblicata lo scorso anno. Prima c’erano vari villaggi sparsi nella conca, aspetto confermato dai ritrovamenti nel sottosuolo in varie zone della città, ad esempio alla Postéla. Roma ha portato la forma urbana, con servizi e aree specializzate che prima non esistevano. Dall’epoca romana, che ha modificato in maniera profonda consuetudini e stili di vita, inizia la linea di sviluppo che arriva fino aio giorni nostri».
Le mura antiche affiorate in piazza Erbe potrebbero dare agli archeologi nuovi elementi per capire lo msviluppo urbanistico della città. «La popolazione della protostoria e i suoi modi di vivere - argomenta Marzatico - sono stati lumeggiati grazie ai ritrovamenti archeologici degli anni scorsi e non c’è dubbio che anche questa ultima scoperta possa produrre nuove conoscenze su un periodo ancora poco conosciuto. Da questo punto di vista anche il Buonconsiglio è molto interessato alla scoperta: se le mura fossero medievali potrebbero essere coeve del castello e quindi offrire preziosi spunti di studio. Sorprese come questa sono molto gradite, se portano a uno sguardo diverso alla storia e alla ricostruzione dello sviluppo storico di Trento. Una vicenda che negli anni ha già fornito elementi sorprendenti, ad esempio la scoperta che il Duomo era in origine esterno alle mura».
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