LEVICO TERME. Arsenico nel suolo: quando deve essere considerato “fondo naturale”? Sembra che neppure i competenti uffici della Provincia abbiano ancora definito quando il contenuto dell’arsenico debba considerarsi, appunto, “fondo naturale”. E per questo è giunta la proroga fino al 30 novembre, come richiesto dal Comune di Levico Terme, dei termini per il completamento dello studio sul territorio del comunale e integrato con circa 15.000 euro lo stanziamento necessario a farlo.
L'intera Valsugana, fin dalla sua formazione, presenta presenze di arsenico nella composizione del suolo, ma ora sia i privati che i Comuni si trovano spesso in difficoltà nell'ottenere autorizzazioni per lavori che richiedono movimenti di terra. Gli attuali valori limite previsti dalla legislazione sono 20 mg/kg nel verde pubblico, privato, aree residenziali e di 50 nelle aree commerciali, artigianali, industriali. Allo scopo sono stati fatti tempo addietro altri studi sul suolo anche in Val d’Adige e in altri Comuni per capire quale contenuto di metalli si può considerare fondo naturale o da inquinamento.
Il Comune di Levico nel dicembre 2009 aveva provveduto a far effettuare 33 carotaggi su tutto il territorio (costo circa 45.000 euro) per cercare di valutare il contenuto dell’arsenico. La presenza di arsenico, infatti, aveva creato difficoltà per effettuare alcuni interventi al nuovo Polo scolastico (circa 900.000 euro in più alla ditta che aveva in appalto i lavori), durante la realizzazione del parcheggio Ognibeni e per il livellamento del terreno durante la sistemazione del Parco Segantini al lago. Ma il prossimo anno dovrebbe partire un importante progetto per la riqualificazione delle sponde del lago e il posizionamento delle opere necessarie per cabinovia per Vetriolo - Panarotta. Due opere importanti per la città ed allora cosa succederà se non sarà tutto ancora chiarito? Secondo i risultati del primo monitoraggio, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, l’Appa, il Servizio geologico e il Comune avevano richiesto alla giunta provinciale di deliberare in merito. Il Comune recentemente ha poi chiesto una proroga fino al 30 novembre per sviluppare un piano di intervento per adeguare il progetto a quanto previsto dalla delibera della giunta provinciale (la n. 2087/2010) per la definizione dei fondi naturali. Ma allo stato attuale, il progetto, avendo carattere di intervento innovativo e richiede ancora alcune valutazioni collegiali, non essendo ancora stata affrontata la problematica di modifica di un fondo naturale esistente. La prosecuzione delle valutazioni con i Servizi provinciali, lo sviluppo delle analisi di laboratorio in contraddittorio e la successiva elaborazione richiedono tempi più lunghi di quelli previsti.
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