LAVIS. Sarà che nel Palavis non piove, ma il vero successo della Lazzera 2013 è stata l'Expo, curata dal consorzio “Welcome Lavis”. Nulla a che spartire con l'affluenza degli anni soleggiati, sia chiaro, ma comunque un continuo brulicare (più o meno costante) di persone, incuriosite fra gli stand dei commercianti locali. C'era d'aspettarsela, d'altronde, un'affluenza minore quest'anno in paese: i meteorologi avevano ampiamente previsto la pioggia. Ciononostante, delle oltre 400 bancarelle attese nel centro storico, quasi tutte si sono regolarmente presentate ieri mattina, e le strade erano così puntellate di ombrelli multicolore.

Si passeggiava con più tranquillità, da via Segantini a via Rosmini, poi su per via Matteotti, piazza Manci e via Carlo Sette: non c'era il pienone tradizionale, quando alla Lazzera le persone restavano infagottate fra le bancarelle, muovendosi con la lentezza d'una processione. Ma comunque, di persone a Lavis se ne sono viste ieri, non poche, e per tutta la giornata. E gli affari? A sentire gli espositori è andata tutto sommato bene (per qualcuno meglio, per qualcuno peggio). «Certo, con questa pioggia non potevamo aspettarci di più», ammette una signora, dietro ad un cappotto gonfio ed inumidito. Dalla sua bancarella si è appena allontanata una donna, con una borsa contenente un vestito nuovo: segno che, se anche si vende poco, almeno qualcosa si vende. Un altro uomo, con una bancarella di utensili per la casa, tira fuori invece la crisi economica: «La gente guarda, magari s'interessa, ma raramente compra». «Hanno tutti più fretta con la pioggia, e nessuno compra nulla», chiosa invece un venditore di dolciumi. D'altronde la pioggia qualche programma lo ha comunque rovinato: è il caso della banda sociale, che avrebbe dovuto esibirsi la mattina in piazza Manci, ma ha dovuto tenere gli strumenti in custodia. Buoni affari invece per i punti ristoro curati dalle associazioni, come l'Us Lavis o il Paganella Calcio. L'associazione giovani LaVision si è alleata con qualche signora di qualche anno in più: queste hanno curato la cucina (con prodotti tipici trentini), mentre i giovani servivano i tavoli e si occupavano della degustazione vini. «È andata bene», spiega Mattia Chistè, presidente dell'associazione. «Per la solidarietà, la gente risponde». Metà degli incassi saranno, infatti, devoluti in beneficenza, per la ristrutturazione d'un ospedale in Ucraina. Fra i soddisfatti, c'è comunque anche l'assessore alle attività economiche di Lavis, Marco Perli: «Certo la pioggia ha rovinato un po' i piani, ma per le strade del paese non sono mancati gli abituè».

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