RIVA. «L'organo dell'Inviolata deve tornare al suo posto»: a dirlo, all'unanimità, è il consiglio comunale rivano, che in una mozione ha impegnato il sindaco e la giunta ad adoperarsi in tal senso. L'iniziativa è avvenuta sulla scorta di una raccolta firme promossa da Gualtiero Toniolo e Rocco Frizzi che ha visto oltre un migliaio di adesioni tra i rivani. L'organo, probabilmente opera di Carlo Prati, fu costruito e collocato nell'Inviolata nel 1662; nel 1930 venne portato a Trento, riposto nella sala della Stua Grande al castello del Buonconsiglio (dove si trova ancora oggi) e completamente restaurato nel 1976 da Enrico Ciresa di Tesero, che rifece 306 canne su 409.

All'iniziativa si sono poi aggregati in forma ufficiale la sezione Sat locale, l'associazione Pinter e, a nome del Conservatorio, Franco Ballardini, aggiungendo alle singole sottoscrizioni il notevole "peso" complessivo dei sodalizi d'appoggio. Da parte sua Ballardini si è detto assolutamente favorevole al recupero dello strumento non solo come "arredo", ma anche perché il Conservatorio potrebbe utilizzarlo per concerti, sfruttando l'ottima acustica, sperimentata già a giugno in occasione della festa per l'inaugurazione della rinnovata illuminazione.

Negli ultimi mesi, grazie alla ricostruzione storica e la conseguente notizia dello stato dello strumento, in breve tempo in città si è diffusa una domanda che ha trovato un'immediata risposta di condivisione: «Non sarebbe opportuno chiedere il ritorno dell'organo nella sua sede naturale?»

Di qui la mossa del consiglio: «Mille sono le motivazioni - si legge nel documento proposto da Frizzi e sposato da Bassetti, Bazzanella, Benamati, Matteo Benini, Chincarini, Daves, Gaiatto, Malossini, Matteotti Paolo e Pietro, Morandi, Morghen, Straffelini e Zucchelli - ma una in particolare è lecito rilevare: la richiesta di un'intera comunità di recuperare il suo organo diventato simbolo di appartenenza, uno strumento che testimonia 350 anni della nostra storia. Mai una raccolta firme è stata particolarmente sentita. È nostro dovere come consiglieri comunali e come politici cogliere questa richiesta e lavorare per raggiungere un obbiettivo di tutti, affinché non diventi un cavallo di battaglia di pochi usato solo per scopi propagandistici». Per questo motivo l'intero consiglio, pur consapevole che il ritorno dello strumento comporterebbe anche delle problematiche logistiche, invita il sindaco e la giunta ad adoperarsi affinché l'organo torni nella propria sede naturale (la chiesa dell'Inviolata) e a predisporre (ed eventualmente finanziare) un progetto per poter garantire e assicurare che il luogo destinato sia messo in totale sicurezza. (m.cass.)

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