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TRENTO. La manovra economica bis del Governo rischia di far pagare agli italiani, secondo la Cgia di Mestre, 2,6 miliardi di euro in più di tasse comunali: in Trentino, 178 euro in più per ogni contribuente. Ciò perché, ha calcolato l'associazione artigiana, i provvedimenti della manovra consentiranno ai sindaci dal 2012 di aumentare l'aliquota dell'addizionale comunale Irpef fino al massimo dello 0,8%; un modo per ridare fiato alle casse comunali dopo i tagli degli ultimi anni.
Attualmente la stima del gettito dell'addizionale comunale Irpef in vigore è pari a circa 3 miliardi di euro. Se tutti i Comuni decidessero di portarla allo 0,8%, vi sarebbe un incremento di 2,63 mld di euro, pari ad un costo medio per ciascun contribuente - ha stimato la Cgia - di 85 euro all'anno.
A livello regionale gli aumenti medi più consistenti verrebbero registrati proprio in Trentino Alto Adige (+178 euro per contribuente), in Valle d'Aosta (+164 euro) e in Lombardia (+130 euro). In termini assoluti, invece, l'addizionale Irpef allo 0,8% (applicata però anche dai Comuni che finora non lo fanno), porterebbe il più forte incremento di gettito (744 milioni di euro) in Lombardia, che ne incamererebbe così in totale 1 mld e 167 milioni, nel Lazio (piu' 641 mln), oltre che in Veneto ed Emilia Romagna (entrambe con +504 mln).
Gli incrementi percentualmente maggiori sarebbero invece per Valle d'Aosta e Trentino, ma ciò soprattutto per il fatto che in queste regioni autonome attualmente solo pochissimi comuni chiedono ai loro cittadini il surplus di Irpef. "Con questa misura - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - rischiamo 2,6 miliardi di tasse comunali in più. Una stangata che si abbatterà sulle famiglie e sulle piccole imprese. A corto di risorse e vincolati dalle disposizioni previste dal Patto di stabilità interno, appare abbastanza probabile che molti sindaci approfitteranno di questa possibilità per fare cassa".
Attualmente la stima del gettito dell'addizionale comunale Irpef in vigore è pari a circa 3 miliardi di euro. Se tutti i Comuni decidessero di portarla allo 0,8%, vi sarebbe un incremento di 2,63 mld di euro, pari ad un costo medio per ciascun contribuente - ha stimato la Cgia - di 85 euro all'anno.
A livello regionale gli aumenti medi più consistenti verrebbero registrati proprio in Trentino Alto Adige (+178 euro per contribuente), in Valle d'Aosta (+164 euro) e in Lombardia (+130 euro). In termini assoluti, invece, l'addizionale Irpef allo 0,8% (applicata però anche dai Comuni che finora non lo fanno), porterebbe il più forte incremento di gettito (744 milioni di euro) in Lombardia, che ne incamererebbe così in totale 1 mld e 167 milioni, nel Lazio (piu' 641 mln), oltre che in Veneto ed Emilia Romagna (entrambe con +504 mln).
Gli incrementi percentualmente maggiori sarebbero invece per Valle d'Aosta e Trentino, ma ciò soprattutto per il fatto che in queste regioni autonome attualmente solo pochissimi comuni chiedono ai loro cittadini il surplus di Irpef. "Con questa misura - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - rischiamo 2,6 miliardi di tasse comunali in più. Una stangata che si abbatterà sulle famiglie e sulle piccole imprese. A corto di risorse e vincolati dalle disposizioni previste dal Patto di stabilità interno, appare abbastanza probabile che molti sindaci approfitteranno di questa possibilità per fare cassa".
