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TRENTO. Con una base d’asta di 720.000 euro ci si può aggiudicare Maso Bernardelli che si trova in Via Dante Sartori 15 all’interno del parco Gocciadoro. L’attuale proprietà è la Fondazione Crosina Sartori Cloch che lo ha messo in vendita con un bando d’asta pubblica il cui termine di presentazione delle domande scadrà il prossimo 28 marzo. Maso Bernardelli è composto da varie particelle catastali che si estendono per 197 metri quadrati dei 1479 totali, in più c’è un vigneto di altri 1521 metri quadrati. Il Maso, facendo parte del parco è riconosciuto di “importante interesse pubblico” e quindi sottoposto ai vincoli previsti dalla legge e sarà messo in vendita a corpo e non a misura, nello stato di fatto nel quale attualmente si trova e ovviamente libero da qualsiasi occupazione.
Masi Bernardelli potrà essere ristrutturato con destinazione a residenza, servizi sociali e ricreativi di istituzioni pubbliche e rappresentative, associazioni ed attività commerciali. Si potrà utilizzare uno spazio di circa 570 metri quadrati per la realizzazione di parcheggio sia interrato che esterno. Lo scorso 18 dicembre il consiglio d’amministrazione della Fondazione ha approvato la messa in vendita del Maso perché non rientra nell’ambito degli edifici di utilizzo diretto ed il ricavato sarà utilizzato per finanziare l’acquisto di alloggi a canone agevolato. A frenare l’interesse per una struttura da riqualificare, sono i vincoli che ne limitano i possibili utilizzi.
In passato fu lo stesso Comune ad ipotizzare una possibile gestione diretta per un utilizzo ricreativo, ma poi il progetto non ebbe seguito. La sua collocazione nel parco di Gocciadoro, che è riconosciuto di importante interesse pubblico, rappresenta un valore aggiunto.
Oggi, il Maso si trova in un’area residenziale, ma il suo stato presenta segni di abbandono e pensare di poter riuscire a realizzare una struttura che possa essere di interesse pubblico, appare alquanto azzardato; anche se la superficie utilizzabile è decisamente ampia. Al momento Maso Bernardelli sarà assegnato con offerte in aumento rispetto alla base d’asta che sarà ribassata nel caso in cui non ne dovessero essere presentate. Siamo quindi alle prime battute di una possibile vendita di una struttura che si trova in un contesto ideale, ma decisamente costosa. Del resto nelle attuali condizioni non ha nessuna utilità per una Fondazione che ha come scopo la valorizzazione del patrimonio e quella della promozione di interventi sociali. Meglio quindi provare a vendere il Maso nella speranza che possa rinascere, ridando vita anche alla parte alta del parco di Gocciadoro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Masi Bernardelli potrà essere ristrutturato con destinazione a residenza, servizi sociali e ricreativi di istituzioni pubbliche e rappresentative, associazioni ed attività commerciali. Si potrà utilizzare uno spazio di circa 570 metri quadrati per la realizzazione di parcheggio sia interrato che esterno. Lo scorso 18 dicembre il consiglio d’amministrazione della Fondazione ha approvato la messa in vendita del Maso perché non rientra nell’ambito degli edifici di utilizzo diretto ed il ricavato sarà utilizzato per finanziare l’acquisto di alloggi a canone agevolato. A frenare l’interesse per una struttura da riqualificare, sono i vincoli che ne limitano i possibili utilizzi.
In passato fu lo stesso Comune ad ipotizzare una possibile gestione diretta per un utilizzo ricreativo, ma poi il progetto non ebbe seguito. La sua collocazione nel parco di Gocciadoro, che è riconosciuto di importante interesse pubblico, rappresenta un valore aggiunto.
Oggi, il Maso si trova in un’area residenziale, ma il suo stato presenta segni di abbandono e pensare di poter riuscire a realizzare una struttura che possa essere di interesse pubblico, appare alquanto azzardato; anche se la superficie utilizzabile è decisamente ampia. Al momento Maso Bernardelli sarà assegnato con offerte in aumento rispetto alla base d’asta che sarà ribassata nel caso in cui non ne dovessero essere presentate. Siamo quindi alle prime battute di una possibile vendita di una struttura che si trova in un contesto ideale, ma decisamente costosa. Del resto nelle attuali condizioni non ha nessuna utilità per una Fondazione che ha come scopo la valorizzazione del patrimonio e quella della promozione di interventi sociali. Meglio quindi provare a vendere il Maso nella speranza che possa rinascere, ridando vita anche alla parte alta del parco di Gocciadoro.
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