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TRENTO. E siamo a due. Anche quest’anno, con la seconda prova di ieri mattina dopo la prova di italiano di mercoledì, è arrivato il “giro di boa” per i maturandi che hanno dovuto confrontarsi con matematica, latino, lingua straniera, economia aziendale o con altre materie di indirizzo a seconda dell’istituto che frequentano, per poi affrontare la terza prova e il colloquio orale.
Verso mezzogiorno nei dintorni del liceo scientifico Galileo Galilei si sono intravisti i primi “reduci”, sollevati, o comunque tranquilli, consapevoli che forse il peggio è passato, anche se la tensione è ancora palpabile. Infatti per i licei scientifici la seconda prova, per molti la più temuta, ha avuto come protagonista la matematica. Gli studenti si sono dovuti quindi destreggiare tra i due problemi e i dieci quesiti proposti.
Abbastanza simile la situazione all’esterno del liceo scientifico Leonardo Da Vinci: qualche gruppo di ragazzi, tra i primi a completare la prova, che si confrontano, cercando di capire i propri errori. Tra questi Matteo Fellini e Enrico Cortelletti che ci spiegano: «La prova era fattibile, non troppo complessa, era sicuramente meno complicata delle simulazioni che abbiamo affrontato ed è sicuramente andata meglio. I problemi erano entrambi abbordabili e i quesiti, esclusi un paio, erano fattibilissimi». «Ieri eravamo più agitati – aggiunge Elisa Fedel - oggi più tranquilli. Una volta che si inizia, da “dentro”, è tutto più tranquillo di quello che ci si aspetta, non c’è molto nervosismo».
Situazione leggermente diversa fuori dal liceo classico Prati, dove verso le 13 già molti ragazzi si trovano all’esterno, confrontandosi, sfogliando vocabolari e verificando la propria traduzione su internet. In quest’istituto i maturandi hanno infatti dovuto affrontare una versione di latino, in particolare un brano di Quintiliano: “Omero maestro di eloquenza”. «Quasi tutti – ci hanno detto Lorenzo Caldonazzi e Lavinia Calzolari, due maturandi al liceo Prati - si aspettavano un brano di Tacito, quindi Quintiliano ci ha un po’ spiazzato. Non era una versione impossibile, ma come sempre c’era la necessità di trovare una buona resa del senso in italiano, e questo non è facile. In linea di massima non è andata male ma potevamo fare di più».
Tra gli altri istituti, al tecnico industriale Buonarroti l’atmosfera che si respira all’esterno è abbastanza calma, gli studenti, forse più preoccupati per la terza prova di lunedì, ridono e scherzano dopo il lungo esame, forse il grande nervosismo è passato dopo il tema di italiano di ieri, anche se quella di oggi era forse la prova più difficile. «La nostra seconda prova – ci raccontano Marta Boschetti e Valentina Rubbuano, due studentesse dell’istituto Buonarroti - riguardava gli impianti chimici ed industriali. Era molto difficile, in particolare le domande di teoria, poi in questo caso il risultato non è dato solo dallo studio personale ma anche dalla preparazione che i professori ti danno, senza contare che alcune cose che ci sono state chieste non erano in programma».
Questo fine settimana si prospetta molto intenso per i maturandi, che torneranno sui banchi lunedì 24 per affrontare la terza prova, il tanto temuto «quizzone», da sempre un’incognita in quanto le materie inserite non vengono svelate ai ragazzi se non al momento stesso dell’esame e riguardano l’intero corso di studi. Si è quindi scatenato il toto-terza prova. Tra chi dice di essere certo di una materia o di un'altra e chi sostiene di aver ricevuto una soffiata, una cosa è certa: per la maggior parte degli studenti sarà un fine settimana di studio senza sosta.
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