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ARCO. Ha lasciato sfogare i propri vicini di casa e come nulla fosse si è scrollato di dosso tutte le polemiche e le critiche piovutegli addosso. Il sindaco Paolo Mattei ha fatto spallucce alle proteste dei rivani che lo accusavano di aver scippato loro un'opera di prioritaria importanza ed oggi può festeggiare un traguardo pressoché storico: Arco supera Riva nella distribuzione delle risorse provenienti dalla Provincia e quindi nella realizzazione di un’infrastruttura di interesse sovracomunale.
Nei giorni scorsi la giunta arcense ha messo nero su bianco i contorni di un'operazione che ha fatto tanto discutere in questi mesi: la trasformazione dell'ex sanatorio Quisisana nel più importante teatro della nostra valle, scippando tale primato ai “cugini” che ambivano ad erigere il principale palcoscenico altogardesano nei pressi del Palazzo dei congressi. Mattei è stato lesto e convincente a dirottare sulla propria città i denari trentini.
E se fino ad ora ci si è limitati ai discorsi, alle promesse e alle lamentele, adesso arriva l'ufficializzazione da parte dell'esecutivo municipale che ha deliberato il riconoscimento formale dell'interesse pubblico in capo alla variante in corso d’opera, necessaria per cambiare sostanzialmente il progetto firmato da Alberto Cecchetto.
Al posto di un “semplice” auditorium, infatti, l'architetto veneziano dovrà disegnare un vero e proprio teatro. Tradotto in posti a sedere significa una cinquantina in più rispetto all'idea iniziale (da 395 a 450 circa) da ricavare mediante l’utilizzo di una balconata e attraverso la ridistribuzione dei posti in platea. Ma la novità progettuale renderà necessaria pure la parziale demolizione del palco già costruito per consentirne l'ampliamento rispetto all'idea di partenza. Cecchetto dovrà anche ridefinire le vie di fuga e pensare ad un diverso studio dei collegamenti interni verticali che dalla zona spogliatoi/camerini conduceva alla sala prove.
Tradotto in soldoni, stavolta, significa un aumento della parcella al team di progettazione – oltre a Cecchetto ne fanno parte la Sws Engineering e la Stain Engineering, entrambe di Trento – di circa 160 mila euro. In realtà la variante comporterà un incremento della spesa complessiva di circa 1,5 milioni di euro che farà lievitare l'importo totale fino a sfiorare i 6,1 milioni di euro.
Ad oggi i lavori all'interno del cantiere sono fermi in attesa dei nuovi elaborati progettuali. Ciò comporterà inevitabilmente un prolungamento dei tempi di realizzazione, disagio che l'amministrazione comunale si è detta ben lieta di affrontare. L'opportunità di costruire sul proprio territorio il teatro più grande dell'alto Garda vale l'attesa e non solo quella. (gl.m.)
