ROVERETO. Sono stati condannati a un anno e 4 mesi ciascuno, più 2200 euro di multa e 1200 euro di risarcimento alla parte civile, D.D. e S.D., due fratelli di Cornè di Brentonico accusati di aver venduto a un collezionista veneto una maschera antigas austriaca della Prima guerra mondiale risultata rubata qualche mese prima al rifugio Cauriol in val di Fiemme. A segnalare il fatto fu lo stesso collezionista, che dopo aver rivenduto per circa 2mila euro l’oggetto appena acquistato si accorse, grazie al tam tam su internet, che si trattava di uno dei 12 oggetti rubati nell’estate del 2009 al rifugio Cauriol. Il cui gestore, Giuseppe Zorzi, si è costituito parte civile nel procedimento contro i due fratelli brentegani. Secondo l’accusa, la maschera antigas sarebbe stata venduta per 800 euro da S.D. in un mercatino di “militaria” e reperti bellici a Piazzola del Brenta. Dopo la segnalazione dell’acquirente, che contattò Zorzi informandolo di ciò che era accaduto, venne eseguita una perquisizione a casa di S.D. , nel corso della quale vennero rinvenuti altri oggetti, tra cui un cappello da bersagliere, che facevano parte della merce rubata al rifugio. La figlia di Zorzi ha riconosciuto D.D. come uno dei clienti che visitarono il rifugio nell’estate 2009.
La casa di D.D., pure perquisita, diede riscontri negativi: i carabinieri non trovarono nulla. Ora i legali dei due fratelli stanno valutando l’eventualità di ricorrere in appello contro la sentenza di condanna, emessa ieri mattina dal giudice Michele Cuccaro.