TRENTO. Cinquecento persone hanno riempito l’Aula Magna del Collegio Arcivescovile per il Convegno dei Catechisti e dei Ministri straordinari della Comunione dal titolo “Insegnaci a pregare”. All’evento ha preso parte l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, che ha sottolineato come la preghiera non sia un’esclusiva dei credenti: «La preghiera è connaturata all’essere umano, che sia o non sia credente: è il primo pianto di un bambino, è lo stupore di fronte alla bellezza della natura, è la gioia dell'incontro con un amico. È preghiera quando ci mancano le parole. Pregare è un istinto pre-religioso, ce lo abbiamo scritto nel Dna».

La relazione centrale del convegno è stata curata da don Luigi Girardi, preside dell’Istituto di Liturgia Pastorale dell’abbazia di Santa Giustina di Padova, che ha messo in evidenza come sia importante veicolare attraverso l'insegnamento un approccio condiviso alla preghiera, che non può essere solo la “richiesta di favori a Dio”: «La preghiera è un atto spontaneo, ma diventare cristiani significa far aderire la preghiera a certe modalità ispirate dalla tradizione e dalla liturgia, per non farci schiacciare dalle nostre emozioni. Anche per questo frequentare lo spazio fisico della chiesa è importante». Girardi ha chiesto di porre una particolare attenzione verso alcuni atti di devozione tipici della religiosità popolare, come il culto dei santi. (f.p.)