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TRENTO. Non solo i Comuni e le società pubbliche. La gestione associata parte anche per i musei provinciali, in una logica di sistema che si dà come obiettivo quello di aumentare coordinamento ed efficienza e risparmiare sulle spese. Se ne parla dai tempi della riforma Cogo, ora la giunta Rossi - con una delibera proposta dall’assessore alla cultura Tiziano Mellarini - fissa i tempi del nuovo corso. La scelta fatta prevede di mantenere in capo a ciascuno dei musei (Museo delle scienze, Mart, Museo Castello del Buonconsiglio e Museo degli usi e costumi della gente trentina) le funzioni previste dai rispettivi regolamenti e di condividere le attività di gestione che saranno svolte da una Unità operativa intermuseale composta da personale dei quattro musei.
Entro il 31 marzo sarà attivata la prima riunione periodica dei direttori dei musei, con il compito di programmare in modo coordinato l’offerta culturale del sistema museale, e sarà individuato il coordinatore dell’Unità operativa intermuseale, un dirigente scelto dalla giunta provinciale (sentiti i direttori) fra il personale dei musei.
Entro il 30 aprile l’Unità operativa dovrà avviare la propria attività, per essere pienamente operativa dal 1° gennaio 2017.
Ma quale sarà il compito di questa unità operativa e come sarà composta? L’unità sarà costituita da personale individuato dai musei e sarà dedicata a esercitare in forma associata le attività tecnico-amministrative trasversali ai quattro musei: la gestione operativa centralizzata del personale (stipendi, fiscale, operatività), la gestione unitaria della contabilità e del bilancio (attraverso una piattaforma e un sistema applicativo di automazione dei sistemi contabili e di programmazione), la gestione centralizzata degli acquisti secondo le indicazioni della Provincia. Per quanto riguarda la promozione, per favorire l’integrazione tra offerta culturale e turistica è già stata attivata un’area cultura - con uno specifico budget - all’interno di Trentino Marketing, che si occuperà anche di comunicazione e del merchandising trasversale e complementare da proporre nei bookshop dei musei. L’unità intermuseale si occuperà anche dell’ambito tecnico, ovvero della manutenzione degli immobili e sicurezza, degli impianti, dei fabbisogni relativi ai magazzini.
La gestione associata libererà risorse umane che saranno riallocate dai singoli enti per coprire settori di attività attualmente scoperti o in affanno. La messa in comune dei servizi nasce proprio dalla necessità di razionalizzare le risorse organizzative in un contesto che vede sempre più ridursi le risorse pubbliche.
Entro il 2016 l’Unità intermuseale avrà una propria sede logistica e nei singoli musei potranno essere attivate sezione decentrate. Sentiti i direttori, la Provincia potrà anche affidare all’unità la gestione delle strutture espositive in capo alla Soprintendenza per i beni culturali.
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