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TRENTO. Era una “mancia” per la comunione ma Luigi Ferrari ne verrà in possesso ora, che ha raggiunto la veneranda età di 101 anni. Con il passare del tempo quel Bot da 100 lire ricevuto in dono è arrivato a valere 24 mila euro. E poi c’è chi dice che non val la pena lasciare i soldi in banca...
Certo, quei “soldini” ci hanno messo 91 anni per diventare il gruzzolo odierno. Gruzzolo che arriva inaspettato, visto che la mancia di allora era stata dimenticata tra vecchie carte. La famiglia del signor Luigi, originario di Bolzano, durante alcuni lavori di sistemazione della casa degli avi a Trento, in un involucro impolverato ma ancora integro ha rinvenuto alcuni vecchi ricordi di famiglia. Con pazienza i parenti si sono messi a scartabellare fogli e documenti tra i quali, oltre a lettere e fotografie varie, è spuntato un certificato di debito pubblico del 1923, di “lire 100.” Era stato donato a nonno Luigi, allora di anni 10, in occasione della sua prima Comunione da una zia materna che viveva in Veneto.
I familiari di Ferrari si sono rivolti agli uffici di Agitalia, associazione che si occupa del recupero, attraverso azioni legali stragiudiziali e giudiziali, di titoli bancari e postali e di titoli di Stato e simili mai riscossi. Il titolo (perfettamente integro) è stato fatto stimare da un consulente contabile ed è risultato un valore monetario attuale, tra interessi, rivalutazione e capitalizzazione, per tanti anni di giacenza nelle casse dello Stato, di circa 24 mila euro. La famiglia dell’anziano signore ha conferito mandato all’ufficio legale dell’associazione per agire al fine del recupero della somma presso la Banca d’Italia ed il Ministero delle Finanze, obbligati in solido ad “onorare” tutti i debiti degli Istituti bancari non più esistenti e dei titoli pubblici facenti capo allo Stato italiano.
“Abbiamo già inoltrato la richiesta al Ministero dell’Economia ed a Bankitalia per la restituzione della somma maggiorata con tutti gli emolumenti di legge”, comunica l’associazione in una nota.
Il servizio è a disposizione di tutti coloro che si trovino in situazioni analoghe. Per informazioni relative alla riscossione dei libretti bancari o dei buoni postali scaduti è sufficiente visitare il sito internet www.agitalia.info o scrivere all’indirizzo agitalia@virgilio.it per ricevere telematicamente e gratuitamente tutte le informazioni necessarie a riscuotere i titoli di credito dei decenni passati.
Ma come si spiega una riscossione 91 anni dopo? La legge dice che è possibile, per il titolare o per i suoi eredi, richiedere il rimborso, maggiorato degli interessi oltre alla rivalutazione monetaria, a condizione che non sia decorso il termine prescrizionale di 10 anni. Tale termine decorre non necessariamente dalla data di emissione del titolo ma da quando il soggetto titolare è in grado di far valere il proprio diritto. In particolare, anche se il titolo è stato emesso oltre 10 anni fa, ma il soggetto interessato lo ha “ritrovato” solo recentemente (ovvero negli ultimi 10 anni) può agire per il rimborso dello stesso e la prescrizione inizierà a decorrere dal momento del ritrovamento.
